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Le fragole non possono più aspettare, è corsa contro il tempo «Con le mascherine si soffoca, piuttosto ci spostiamo» 

In fuga dal vento Braccianti al lavoro con i pulmini pronti a portarli via

In fuga dal vento Braccianti al lavoro con i pulmini pronti a portarli via

il raccontoIbraccianti sono tornati nei campi di fragole che circondano la zona della ex Falco. Devono mettere e dimora le nuove piantine, il tempo stringe e non c’è da aspettare. Slavi e Mazzoni, i...

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il racconto

Ibraccianti sono tornati nei campi di fragole che circondano la zona della ex Falco. Devono mettere e dimora le nuove piantine, il tempo stringe e non c’è da aspettare. Slavi e Mazzoni, i due colossi dell’agricoltura locale, dopo cinque giorni hanno ricominciato a lavorare ieri mattina nella zona di Pomposa.

i braccianti

I vertici delle rispettive aziende, dopo aver valutato ogni tipo di rischio per i lavoratori, hanno deciso di ricominciare a lavorare sulle fragole, prima di perdere tutto. «Abbiamo come sempre accompagnato gli operai con i bus - dice una delle responsabili - e siamo pronti a ripartire in ogni momento». In pratica c’è chi tiene monitorata la nuvola enorme e fitta di fumo. «Appena vediamo che gira il vento, facciamo salire tutti sui mezzi - va avanti - e andiamo a lavorare in un altro campo in attesa di poter tornare qui».

le mascherine

Le mascherine ci sono e sono disposizione di chi lavora la terra. Ma c’è un ma. «Le fragole crescono a pochi centimetri dal terreno, siamo costretti dunque a lavorare chinati, inginocchiati sotto al sole per tante ore al giorno. Le mascherine risultano quindi insopportabili, preferiamo far andare altrove le persone, non possiamo chiedere loro di lavorare in condizioni di disagio così grande».

I bus

In situazioni di normalità, i braccianti vengono accompagnati con i bus nelle campagne al mattino e riportati poi a casa nel pomeriggio. Da ieri gli autisti non vanno via. Non essendo infatti possibile prevedere quando e se il vento cambia direzione, non resta che aspettare. Se il fumo invade il campo, tutti vengono caricati e portati altrove. «Certo non possono respirare tutta questa roba. Non spetta a noi dire cosa ci sia nell’aria, ma per chi fa questo tipo di lavoro il fumo, anche “pulito”, non va assolutamente bene.

la raccolta

Distrarsi non è consentito, ecco perché tutto deve funzionare la meglio. Nei vivai Salvi ogni operaio ha un sacco di juta all’interno del quale devono essere raccolte 500 nuove piantine che vanno dunque tagliate e contate, una per una. Da Mazzoni si usano dei secchielli, ma la sostanza non cambia. «Chiedere sforzi ulteriori è impensabile. Speriamo solo che tutto questo finisca in fretta». —

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