Tutta la verità di Visco su Carife Testimone delle difese sul crac
Il Governatore di Banca Italia è stato inserito nella lista testi degli imputati Il tribunale decide se dovrà essere sentito in aula con tutti i 2.200 azzerati
Se l’aumento di capitale di Carife del 2011 venne imposto e poi approvato da Banca Italia e quindi nel corso del 2012 vennero cambiati i criteri valutativi del sistema bancario dalla Banca Centrale Europea, e ancora, se nel luglio 2015 si decise di salvare Carife con l’intervento del Fondo interbancario con i suoi 300 milioni, poi stoppato, allora perchè gli imputati del processo debbono rispondere del crac per colpe che non sarebbero loro?
A queste domande, poste dalle difese dei 12 imputati del crac legato all’aumento di capitale, è chiamato a rispondere al processo che riprende lunedì, nientemeno che il Governatore di Banca Italia, Ignazio Visco. O meglio: questa è la richiesta degli avvocati difensori che chiedono al tribunale di ascoltare Visco come testimone, affinchè risponda alle domande che tutti si pongono ormai da anni, dopo il crac di vecchia Carife: come è possibile indicare nell’aumento di capitale del 2011 una delle cause del crac?
Visco è inserito nella lista testimoni delle difese, e sull’accoglimento della sua testimonianza si pronuncerà lunedì prossimo il tribunale di Ferrara. Così come dovrà farlo sulle richieste di accusa (la procura chiama l’ex direttore generale, ed ex ministro Francesco Saccomanni nel Governo Letta) e parti civili . Ma soprattutto di alcuni difenseori che con una richiesta che ha subito acceso critiche e repliche di procura e parti civili, chiede di ascoltare in aula, uno dopo l’altro, i 2.200 azzerati, risparmiatori di vecchia Carife, azionisti e obbligazionisti che sono stati accolti come parte civile. Ovviamente, nel caso venisse accolta questa richiesta, si trascinerà il processo in un interminabile e infinito dibattimento. A l Governatore Visco, i difensori vorrebbero chiedere, nel suo ruolo di Governatore che comandava Banca Italia nelle varie tappe della caduta di vecchia Carife, delucidazioni proprio in merito al nesso contestato tra aumento e bancarotta di Carife, partendo dal fatto che in corso d’opera, le regole imposte a Carife e a tutte le banca italiane, dal 2012 in poi vennero cambiate dalla Bce.
Ma soprattutto, lo stesso Visco potrà (se ammesso dal tribunale) spiegare i motivi del mancato perfezionamento dell’operazione di aumento di capitale da 300 milioni che venne deliberato alla assemblea del luglio 2015, che avrebbe dovuto coprire il Fondo interbancario di tutela dei depositi: una decisione che venne proposta dai commissari Carife poi approvata dall’assemblea (l’ultima dei soci di vecchia Carife) che era finalizzata al salvataggio della cassa ferrarese. Come si ricorda fu proprio la commissione bancaria europea a bocciare tutto, perchè sarebbe stato un aiuto di Stato, anche se lintervento di Fitd era stato valutato da Banca Italia. Il processo dunque, che alle udienze scorse ha già valutato la presenza delle parti civili (2.200 accolti, non solo azionisti anche obbligazionisti), ha estromesso Bper come responsabile civile, entrerà nel vivo. Lunedì prossimo i giudici dovranno decidere sulle eccezioni delle difese, e soprattutto chi accogliere delle liste dei 120 testimoni, chi depennare tra tutti quelli che si sommano e soprattutto dei 2.220 azzerati richiesti. —
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