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lido spina 

Bevono troppo e di notte danneggiano il Bagno. Arriva il titolare: è scontro

Margherita Goberti
Carabinieri a Lido Spina (foto archivio)
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Carabinieri a Lido Spina (foto archivio)

Un altro episodio di violenza sul litorale con aggressione. «Spintoni e poi sono scappati». I carabinieri li fermano e ne identificano tre

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LIDO SPINA. «In riferimento alle dichiarazioni del collega Enzo Luciani, titolare del Bagno Marfisa di Lido Estensi, avrei da integrare la sua esperienza con la mia – dichiara Nicola Spinabelli presidente del Cesb (Cooperativa esercenti stabilimenti balneari dei Lidi Estensi e Spina e titolare del Bagno Lido; ndr). Uno spiacevole fatto di cronaca che si è verificato nella notte fra lunedì 16 e martedì 17 luglio proprio nel mio bagno Lido che è a Spina. Verso le 23 sono stato aggredito da un giovane che faceva parte di un gruppo che stava danneggiando ombrelloni e lettini».

L’allarme . È stata la figlia di Nicola, che ha 17 anni e che si trovava con gli amici al Bagno, a sentire rumori sospetti provenire dalla spiaggia; per cui ha chiamato il papà, prontamente accorso e che ha intuito subito di cosa si trattava.

Il branco. Nicola si è trovato di fronte un gruppo di cinque ragazzi stranieri, tutti in evidente stato di ebbrezza: uno di loro ha tentato di aggredirlo ma l’esperienza maturata per altri episodi simili ha consentito di evitare lo scontro e quindi il peggio. «Lui mi ha spintonato – racconta Nicola – io l’ho allontanato ed appena ho compreso che si era calmato, ho chiamato i carabinieri. Il gruppo, in un momento di lucidità, avendo capito che erano state chiamate le forze dell’ordine, ha tentato di allontanarsi ma il tempestivo arrivo della pattuglia ne ha impedito la fuga. I militari li hanno sorpresi nel viale d’accesso del Bagno Lido procedendo secondo la prassi prevista. Ne hanno riconosciuti solo tre sul posto con la verifica dei documenti accordandosi con me per la denuncia il giorno dopo. Ritengo che sia doveroso denunciare questi episodi affinché le forze dell’ordine abbiano conoscenza della realtà nella quale viviamo giorno per giorno e possano così organizzare la loro importante opera di difesa dei cittadini. Noi dobbiamo sentirci più sicuri».

Denunciare. Sono infatti gli stessi carabinieri a raccomandarsi con chi subisce soprusi di qualsiasi genere, o danni vandalici, a denunciare i fatti perché in questo modo si contribuisce a dare alle forze dell’ordine un quadro più preciso della situazione ed a seconda del numero degli episodi magari intensificare i controlli con più interventi. «La cosa difficile per me – conclude Nicola– è stato poi spiegare a mia figlia Giulia ed a mio figlio Michele di 8 anni, cosa era accaduto e cercare di far tornare a lor la serenità». –

Margherita Goberti. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
 

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