«Il presidente del consiglio venga rimosso dal ruolo»
La minoranza fa quadrato e presenta una mozione di sfiducia per Veronesi «Troppe mancanze e omissioni dall’inizio del mandato a oggi: diciamo basta»
cento. Una mozione di sfiducia e richiesta dimissioni del presidente del consiglio comunale Matteo Veronesi. È la richiesta che i sei capigruppo della minoranza, Diego Contri, Piero Lodi, Gunner Maccaferri, Enrico Malucelli, Marco Mattarelli e Marco Pettazzoni, presentano al consiglio comunale di Cento: «Si ravvisano – motivano – i caratteri della prevista gravissima e reiterata violazione degli obblighi statutari».
la minoranza. È dai banchi del consiglio che i capigruppo di minoranza partono all’attacco dell’amministrazione Toselli. Anche a nome e per conto dei rispettivi gruppi consiliari, i sei presentano infatti una richiesta di convocazione urgente di un consiglio comunale straordinario a porte chiuse (ma videoregistrato) al fine di poter affrontare non solo la questione «dell’animato quanto spiacevole confronto - scontro avvenuto tra il capogruppo Gunner Maccaferri (Noi che) e un collaboratore dell’amministrazione», ma anche di mettere ai voti in aula due odg, presentati congiuntamente, sui temi “tutela della dignità e delle prerogative del consiglio comunale e dei suoi componenti” e per una “mozione di sfiducia contro il presidente del consiglio comunale Veronesi”.
la mozione di sfiducia. Una decisione presa, «quella odierna – scrivono i sei – non senza sofferenza e con profonda consapevolezza dell’importanza di questo gesto. Nei documenti, la gravità della situazione attuale, dove recenti nuovi fatti si sono uniti a prassi purtroppo ormai consolidate da oltre due anni». Una mossa e una richiesta, riferiscono dalla minoranza, prevista dal Regolamento comunale sul funzionamento del consiglio.
le motivazioni. I sei capigruppo entrano poi nel merito dei motivi prendendo di mira l’amministrazione Toselli: «Dall’insediamento, non ha mai favorito e rispettato l’attività delle commissioni consiliari, convocate per solo rispetto formale del Regolamento e sempre a delibere già predisposte e corredate dai pareri di legge. Nell’iter degli atti, mancano sistematicamente momenti di confronto che consentirebbero alle forze politiche non di maggioranza, di portare proposte e contributi positivi. Scarsa ed episodica, la presenza della giunta ai lavori delle commissioni, come è del tutto episodica è quella del sindaco. Viene così a mancare l’interlocuzione sul piano politico. Tutt’altro che certa anche la presenza della tecnostruttura, tant’è che l’illustrazione risultata incerta, approssimativa, a volte persino contraddittoria. Nei 2 anni, la conferenza dei capigruppo è stata esautorata di fatto dal suo ruolo».
le mancanze. Da qui, le tante responsabilità che le minoranze imputano a Veronesi per «non aver convocato question time, l’aver omesso di richiamare sindaco e giunta ai propri obblighi di partecipazione alle commissioni, l’aver mancato di tutelare, anche a fronte di solleciti, l’imprescindibile diritto di accesso agli atti e aver negato, nonostante la richiesta unanime dei gruppi di minoranza, un’occasione a porte chiuse di informativa e trasparenza sull’episodio che ha riguardato il capogruppo Maccaferri». —
Beatrice Barberini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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