«Senza clienti qui non c’è futuro». La trattoria che non vuole morire
Lavori al ponte sul Po, le conseguenze per gli esercenti. Rossano Verdoia e la moglie da vent’anni portano avanti l’attività I tavolini esterni costano mille euro all’anno. Ma per ora sono deserti
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FERRARA. Mentre i lavori di rifacimento del ponte sul Po procedono a ritmo serrato (68 metri già asfaltati, travi rinforzate, scongiurato il rischio di dover ricostruire tutta la struttura portante), a un mese dalla chiusura al traffico c'è chi accusa pesanti contraccolpi alla propria attività. Ecco la testimonianza di Rossano Verdoia, titolare con la moglie della trattoria Ponte Vecchio
Stanno pensando di chiudere. E un po’ di colpa, dicono, l’avrebbe anche il ponte. Chiudere il “Ponte vecchio”, il ristorante di famiglia che da più di vent’anni gestiscono a Pontelagoscuro. E già questo pensiero ha ben poco di confortante. Rossano Verdoia e sua moglie, Marisa Manfrini, vogliono bene a questa trattoria più che a loro stessi. Ma non escludono di doverla, prima o poi, chiudere.
Nessun guadagno
«Siamo arrivati al punto - ci spiega Rossano - di dover limitare gli orari di apertura. Dal lunedì al giovedì aperti solo a pranzo; venerdì, sabato e domenica pranzo e cena». Il “Ponte vecchio” è una trattoria tipica del nostro territorio: cucina paesana e specialità culinarie («I caplàz, i cappellacci, non sono mica soltanto col ragù, o burro e salvia. Qui abbiamo sempre preparato il cappellaccio con pancetta e cipolla. È una delizia», rivela Rossano) altrove introvabili. Carne e pesce.
Un luogo per buongustai
Per queste diverse ragioni, da vent’anni questa trattoria è meta di gourmet da Ferrara, da Mantova, da Bologna. Da alcuni mesi, però, il freno è tirato: «Diciamo - prosegue Rossano - che la crisi c’era già prima dei lavori sul ponte. Certo è che la chiusura del ponte ha ulteriormente ridotto i nostri clienti, e di conseguenza i nostri guadagni. La vede quella distesa di tavolini fuori? - ci chiede la signora Marisa - Bene: la distesa, cinque tavoli, costa oltre mille euro l’anno. Quest’anno non ho ancora apparecchiato uno di quei tavoli».
Parole amare
Parole che vengono dal cuore, ma soprattutto parole pronunciate da persone che amano il loro lavoro. «Per noi - dicono Rossano e Marisa - vedere i clienti andare via soddisfatti è sempre stata la nostra grande e vera soddisfazione. Pensi - proseguono - che qui dove siamo seduti adesso, tra questi tavoli (all’interno, questa volta, ndr) non si camminava dalla gente che c’era».
I buoni per la benzina
Le attività commerciali del distretto Eridania affrontano, intanto, i mesi di chiusura del ponte offrendo promozione ai clienti. Il Comune di Occhiobello dà il patrocinio gratuito ad una iniziativa promossa dalla Città dell’Usato, per prevenire l’eventualità che il centro commerciale risenta degli effetti del cantiere e l’interruzione diretta della viabilità con Ferrara. I clienti, a fronte di un acquisto effettuato, riceveranno in omaggio un buono carburante. Meglio di niente, di questi tempi. —
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