Sul ponte si lavora a ritmi serratissimi Già asfaltati 68 metri, rinforzate le travi
A poco più di un mese dall’inizio dell’opera appare scongiurato il rischio di dover ricostruire tutta la struttura portante
Sessantotto metri. Un altro sforzo e si toccheranno i settanta. Sono i metri di ponte (corsia direzione Ferrara) quasi pronto. La tabella con la previsione dell’avanzamento lavori sul viadotto tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena (nel Rodigino, Veneto) è stata, finora, rispettata. Anzi, qualche tecnico ha l’ardire di dichiarare che, addirittura, seppur di poco, si sarebbe in anticipo. Anticipo o non anticipo, la morale vera è una: i lavori per la realizzazione delle opere di manutenzione straordinaria stanno andando avanti regolarmente. E non è poca cosa.
Iniziati ufficialmente l’11 giugno scorso, e con un termine lavori previsto per la fine di ottobre, in questo periodo sono in particolare i numeri a tenere banco. Ieri la Nuova Ferrara si è recata ancora una volta sul ponte per sentire che aria tirava. «Stiamo procedendo regolarmente e secondo i tempi previsti - dice il capo cantiere, che ci chiede di non pubblicare il suo nome - ; siamo a quota 68 metri». Cioè? «Vuole dire che 68 metri di ponte nuovo sono già asfaltati». Il ponte misura (ufficialmente) 330 metri.
Molte parti, soprattutto quelle che non necessiteranno di sostituzione, saranno trattate con vernici speciali capaci di rendere la trave più resistente alle sollecitazioni provocate dal traffico dei veicoli. Una delle tecnicità cui si guarda maggiormente, e cui maggiormente guardano gli stessi esperti, sono le travi in acciaio pesante che sostengono l’intera infrastruttura. Ebbene, è stato il sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni, interpellato ieri dalla Nuova, a rivelare che «si tratta, nella maggior parte dei casi, di travi ancora in perfetto stato. Segno di come un tempo si era soliti costruire bene», conclude un sindaco Chiarioni in versione Amarcord.
Il sindaco, tra un tema e l’altro, ne introduce uno un po’ spinoso: «Stiamo inoltre cercando di incontrare le autorità competenti - spiega ancora Chiarioni - , Anas ma non solo, per capire come poter affrontare i disagi che si verranno a creare a settembre quando riapriranno le scuole». Una delle richieste che i Comuni di Ferrara e Occhiobello potrebbero presentare all’Anas, è legata alla possibilità di valutare eventuali anticipi nei lavori. Ma si tratta solo di ipotesi, e Anas avrebbe già fatto sapere che il termine ottobrino sarebbe già frutto di un impegno supplementare.
Anche qui, giusto giusto a cavallo tra due regioni, non potevano mancare i curiosi, soprattutto anziani, che in bicicletta raggiungono il ponte/cantiere per osservare i lavori. E chi li svolge. Ieri ne abbiamo contati una decina. Scelta l’unica, piccola zona d’ombra, per lenire i fastidiosissimi effetti dei 34 gradi al sole, anche il loro è un “lavoro” metodico. —
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