Deserto feste Pd, il candidato non spunta
Nessun dibattito, cade anche il bastione di Pontelagoscuro. E i potenziali eredi di Tagliani non hanno palchi dove presentarsi
Lo scenario
Si sono trovati tutti l’altra sera in piazzale Giordano Bruno, piena zona Gad, per suggellare un patto-sicurezza in grado di distinguerli plasticamente dall’attuale maggioranza guidata da Tiziano Tagliani e dal Pd. Ma gli esponenti del centro-destra, M5s e liste c iviche di area che hanno postato tutto il giorno selfie sorridenti di gruppi più o meno omogenei, si sono lasciati forse con meno sicurezze di quante ne avevano al momento del brindisi. I due perni dell’alleanza, Lega e Forza Italia, coltivano infatti idee diverse sul coinvolgimento dei pentastellati, e i salviniani, in particolare, sembrano voler sparigliare gli assetti tradizionali, sulla spinta del governo giallo-verde, ponendo la .
speranze forziste
Il brindisi alla Gad è stato, nella visione di Paola Peruffo, coordinatrice FI che ha lanciato l’idea di partenza, «un segnale per far comprendere che abbiamo un obiettivo comune, nello specifico anche con il M5s. L’adesione di Fratelli d’Italia, di Francesco Rendine (Gol) e delle liste civiche di Giovanna Stefanelli (Forza civica) e Michele Franchi (Ferrara viva), oltre alla Lega, ne sono una dimostrazione». Quando si tratta di ipotizzare un percorso in vista delle amministrative 2019, però, Peruffo rivela la volontà di restringere il campo al campo tradizionale. «Il segretario leghista Nicola Lodi mi ha ribadito più volte che a settembre ci si siederà attorno ad un tavolo per parlare seriamente, con la determinazione di andare uniti come centro destra».
Strategia leghista
La foto postata sul profilo Fb, un brindisi a due con Mauro Ballola (M5s), tradisce invece l’intenzione da parte di Lodi di andare oltre. «È vero, ho buoni rapporti con M5s, e credo che quando ci si siederà attorno ad un tavolo, debbano esserci anche loro - sillaba il segretario leghista - Bisogna capire che siamo di fronte ad un’opportunità storica per scalzare il centro sinistra, non possiamo assolutamente partire con dei paletti o delle preclusioni. Dico di più: Ferrara potrebbe essere il laboratorio di un progetto pilota che tenga conto di quanto succede a Roma». Il tutto al netto del fatto che finora gli M5s non hanno dato disponibilità per alleanze. E il candidato sindaco? «Dico la verità - conclude Lodi - dopo il lavoro fatto in questi anni, mi piacerebbe che fosse leghista». —
S.C.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
