Sarà ancora coop Camelot a gestire l’accoglienza Sprar
Approvato il finanziamento statale di 538mila euro per il triennio 2018-2020 Accordo prolungato con l’azienda specializzata in progetti per migranti e rifugiati
cento. Il Comune conferma la cooperativa sociale Camelot nella gestione dei servizi di accoglienza e tutela dei richiedenti asilo e rifugiati (progetto Sprar) per il triennio 2018-2020. Per l’intero periodo, il Ministero ha assegnato al Comune di Cento 538mila 764 euro.
primo contratto nel 2016. La convenzione con Camelot risale al dicembre 2016, quando il Comune, ottenuto il finanziamento del progetto (per ripartizione delle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo) dal Ministero dell’Interno, ha affidato alla coop ferrarese la gestione per il 2016 e 2017 dell’accoglienza, tutela e integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati nel quadro del Sistema Sprar.
il bis . Ora il rinnovo. Con determina del 13 luglio, la stipula della nuova convenzione, dopo che l’amministrazione Toselli con un delibera di giunta del 10 agosto 2017, aveva manifestato la volontà di proseguire. Al contributo assegnato dal Ministero, va aggiunta la quota di cofinanziamento del Comune di Cento mediante personale dipendente, di 9.500 euro annui. Costo complessivo per il triennio quindi: 567mila 264 euro.
case comunali “meglio di prima”. Non solo accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo, ma anche valorizzazione delle case comunali. La cooperativa Camelot, con i propri mediatori sociali, è stata tra i promotori di “Meglio di prima”, il progetto che ha coinvolto i cittadini delle frazioni centesi nella rigenerazione delle case comunali per ridare loro nuova vita e restituirle alle comunità.
Un progetto avviato nel maggio 2017 - con incontri ad Alberone, Buonacompra, Casumaro, Corporeno, Renazzo, Reno Centese e Dodici Morelli - e concluso proprio nei giorni scorsi. Realizzato da Camelot, in sinergia con il Comune e gli educatori dell’associazione Ferfilò e finanziato da Prosolidar, il percorso ha coinvolto cittadini, consultori, associazioni e, grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici, anche i bambini delle scuole.
In ogni paese quattro incontri, ai quali hanno partecipato oltre 50 ragazzi tra i 9 e i 14 anni e una quindicina di adulti. Dal pianificare le attività e i nuovi arredi, alla tinteggiatura dei muri, fino all’allestimento dei mobili per arredare le sale, le case comunali hanno oggi un nuovo volto: sono utilizzabili, accoglienti, funzionali, ma soprattutto conosciute nelle frazioni. Sono diventate luoghi di ritrovo che rimarranno patrimonio delle comunità. Al centro di un anno di intenso lavoro dei mediatori sociali di Camelot e degli educatori di Ferfilò, i giovani e le frazioni.
comune soddisfatto . «La comunità – afferma il sindaco Fabrizio Toselli –, è diventata protagonista di una rete partecipativa. Duplice l’obiettivo: l’appartenenza e la partecipazione delle collettività e la responsabilizzazione, l’educazione alla socialità e il senso civico dei giovani». —
Beatrice Barberini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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