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sant’egidio in lutto  

Addio a don Garani È stato il parroco amato da una comunità

Marcello Ferrari
Addio a don Garani È stato il parroco amato da una comunità

Aveva 80 anni. I fedeli ne ricordano la straordinaria bontà   Fu rettore del Santuario del Poggetto e creatore di presepi

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Si è spento venerdì notte all’età di 80 anni, don Giampaolo Garani, per tanti anni parroco di Sant’Egidio e rettore del Santuario della Beata Vergine del Poggetto. L’annuncio è stato dato ieri dallo stesso vescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego.

una famiglia povera

Proveniente da una famiglia molto povera, dopo non pochi sacrifici, venne ordinato sacerdote nel 1965, e in seguito fu nominato parroco di Runco, dove raccolse un’eredità particolarmente difficile che lo segnò molto sul piano personale. A Sant’Egidio arrivò nel 1980 e vi rimase fino al 2009, quando una grave malattia lo costrinse in un letto. Persona molto umile, amata e benvoluta da tutti grazie al suo carattere disponibile, ai suoi modi semplici e al suo saper stare in mezzo alla sua gente, ha saputo aggiungere la capacità di aggregare il paese, diventandone un vero e proprio punto di riferimento, del quale molti ancora oggi sentono la mancanza.

era un riferimento

La caratteristica che più di tutte lo distingueva era la sua straordinaria manualità: dalla pittura alla scultura, passando per i vari lavori di manutenzione che si rendevano necessari, sapeva realizzare delle opere con rara maestria, quali, ad esempio, i suoi bellissimi presepi. È grazie anche a questo suo “dono” che seppe rilanciare il Santuario del Poggetto, trasformandolo nel gioiello che è tuttora. Un altro aspetto del suo carattere è stata la sua straordinaria generosità. Una grandissima attenzione verso le persone in difficoltà, attraverso importanti offerte e donazioni, condotte sempre però con un riserbo tale da uscire allo scoperto soltanto dopo la sua malattia quando altri misero mano alle sue carte.

gli anni più difficili

Questi ultimi anni per lui sono stati molto difficili: il progredire della malattia lo aveva costretto a muoversi di rado, peraltro non consentendogli più di comunicare attraverso la parola. I parrocchiani gli sono stati vicini fino alla fine dei suoi giorni. Una figura identitaria del paese che Sant’Egidio non ha mai dimenticato e non potrà dimenticare. —

Marcello Ferrari

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