Igor, per i complici si riparte da zero Due nuovi sospettati
A ottobre si apre il processo per la sparatoria nel Mezzano L’imputato sarà in videocollegamento dalla Spagna
E adesso il processo a Igor Vaclavic/Norbert Feher. Da fissare da metà ottobre in poi, vista la trattativa in corso tra autorità spagnole e la magistratura bolognese per celebrare l’udienza preliminare, a Bologna, in teleconferenza con il carcere di massima sicurezza di Zuera, Saragozza.
Processo via cavo
Un processo in cui Igor comparirà via cavo, per render conto della morte di Davide Fabbri e Valerio Verri, del tentato omicidio di Marco Ravaglia, che si salvò dalla furia del killer solo fingendosi morto sotto la suola dei suoi scarponi, nonostante tre proiettili in corpo; e poi la rapina alla guardia giurata Pietro di Marco, a cui il 30 marzo 2017 rubò la Smith&Wesson, l’arma con la quale Igor firmò la scia di sangue, uccidendo, anche in Spagna.
Spedizione in Spagna
Gli inquirenti italiani sono reduci questa settimana da una spedizione in Spagna, dove si sono recati per concordare le date utili per fissare l’udienza: formalità burocratiche, ma non solo.
Il processo verrà allestito presumibilmente nell’aula bunker del carcere della Dozza, predisposto ai collegamenti via cavo, come accaduto in passato per tanti altri procedimenti. E soprattutto dal carcere spagnolo debbono allestire dal punto di vista tecnico il collegamento e soprattutto mettere in moto la macchina della sicurezza interna per quei giorni (trasferire Igor dalla cella necessita di scorte e cordone di protezione) per evitare sorprese da parte di Igor.
Selfie nel covo di Consandolo
In Spagna gli inquirenti hanno anche raccolto gli elementi che fanno parte del fascicolo spagnolo, elementi raccolti dopo il triplice omicidio di Teruel, quando il 14 dicembre uccise un agricoltore e due agenti della Guardia national. In questi elementi di prova vi sono i suoi appunti manoscritti, un diario e una sorta di agendina con numeri di telefono e, su tutto, il materiale informatico sequestrato: tablet, chiavette, computer e telefonini. Proprio dai telefoni sono stati scaricati i file più importanti. E quelli anche grotteschi, che ritraggono Igor in scene bucoliche, nei suoi covi tra Italia e Spagna.
Uno dei tanti selfie che sono stati pubblicati dal quotidiano spagnolo El Pais, ritrae Igor dentro una sorta di boschetto: si fotografa, Igor, con le dita di vittoria alzate, e dietro la sua faccia, giovanile, senza barba, diversa da tutte le altre: secondo la ricostruzione, quella foto sarebbe stata scattata a Consandolo, nel suo covo, un boschetto con uno spiazzo interno, che si trova un paio di chilometri di distanza dal punto della piadineria dove tese l’agguato alla guardia giurata, primo atto di una saga durata 8 mesi, fino alla sua cattura. Dopo 5 morti accertati (due in Italia e tre in Spagna), almeno un altro su cui vi è il sospetto ci sia la sua mano, l’omicidio di Fosso Ghiaia, dicembre 2015, quando il metronotte Salvatore Chianese venne ucciso con una fucilata al volto nel Ravennate.
I complici: nuovi sospetti
Fin qui tutto ciò che si è saputo di Igor. Ciò che è ancora da scrivere negli atti ufficiali dell’ inchiesta che deve ancora essere chiusa, sono i nomi di chi lo ha aiutato a vivere, sopravvivere e scappare dall’Italia, e poi chi gli ha permesso di arrivare in Spagna. Tante le ipotesi negli atti giudiziari, ma da quanto si apprende, i veri complici non sarebbero tra tutti coloro, centinaia di persone, tenute sotto controllo da una task force dell’intelligence che non ha avuto precedenti in Italia. Potrebbe avere avuto l’aiuto di almeno due persone, una in Italia e una in Spagna. Fantasmi, che potrebbero comparire nell’elenco del diario che scoperto nei suo covi in Spagna, dopo il triplice omicidio di Teruel. Da quanto si apprende da fonti spagnole, Igor attraverso i suoi legali avrebbe anche fatto sapere che è disposto a parlare al processo italiano. Le date potrebbero essere 12, 17 e 31 ottobre. —
Daniele Predieri
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