La Fondazione Caricento da quattro mesi sotto ispezione da parte del Mef
Al vaglio l’attività svolta dall’ente proprietario di CariCento. Da verificare i possibili riflessi sul patto con Pop Sondrio
CENTO. Per quattro mesi è stata una notizia riservata, un segreto ben custodito. L’ispezione che sta mettendo sotto la lente d’ingrandimento cinque anni di atti amministrativi deliberati dai vertici della Fondazione CariCento è rimasta fino ad oggi un affare interno, un’attività che potrebbe essere prossima ormai alle battute finali.
La notizia ha iniziato a circolare nelle ultime ore e sicuramente non contribuirà a rasserenare animi e aspettative, tra i soci dell’ente prima che sia detta l’ultima parola sull’esito dell’accertamento disposto dal Mef, il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Accertamento certosino. Non si sa molto sugli obiettivi e sulle motivazioni alla base dell’insolito intervento, certamente non raro e non impensabile in tempi marcati da grandi cambiamenti e trasformazioni del sistema bancario italiano, come pure da crisi epocali che hanno segnato pesantemente anche l’economia ferrarese.
Qualcuno, evidentemente, ha richiesto l’attenzione del ministero e gli ispettori hanno avviato un certosino controllo di atti e documenti per verificare la correttezza delle scelte della Fondazione, proprietaria di CariCento, istituto al centro di un piano che prevede la prossima cessione del controllo alla Banca Popolare di Sondrio, progetto avviato da quasi un anno.
L’ispezione può rallentare la marcia dell’accordo tra le due aziende di credito? Probabilmente il processo ha già subito un a frenata e forse anche a causa delle verifiche in corso. Che potrebbero spiegare in parte anche le ultime peripezie del consiglio di indirizzo, già rinnovato ma il cui insediamento è stato rinviato a data da destinarsi.
Clima di forti contrasti. È inevitabile pensare che la notizia dell’ispezione, in un momento molto delicato per la Fondazione, il cui piano di cessione è avversato da diversi soci, non migliorerà il clima interno. Tra chi appoggia la vendita, però, qualcuno ritiene - pur con una certa cautela - che l’esito positivo dell’ispezione potrebbe spianare definitivamente la strada alla fusione con la Popolare. Da mesi, comunque, a Cento è guerra di posizione. Nell’aprile scorso l’assemblea dei soci della Fondazione non diede affatto il benvenuto al progetto di vendita della Cassa di Cento. Da allora l’opposizione all’accordo per la cessione alla Popolare di Sondrio è uscita più volte allo scoperto. Le nomine di sette nuovi componenti del Consiglio d’indirizzo hanno seguito gli umori dell’assemblea. Ma proprio l’ingresso dei nuovi membri nel CdI è rimasto finora “congelato”, forse in attesa che l’ispezione concluda il suo percorso. Tra i “congelati” circola invece il sospetto che la Fondazione voglia ritardare il più possibile l’ingresso ai piani alti di chi chiede la revoca del progetto. Un braccio di ferro sul quale potrebbe avere riflessi importanti proprio l’ispezione in corso. —
Gi.Ca. . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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