Porte e finestre possono tornare ad aprirsi: l’allarme rogo è rientrato
Dopo l’analisi dei dati, dal tavolo tecnico a Codigoro arriva il via libera: ordinanza revocata. Sì anche alla raccolta dei prodotti nelle campagne
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CODIGORO. Le analisi dei campionamenti confermano che la presenza nell’aria di sostanze nocive risulta in quantità minima, non rilevante ai fini della salute pubblica e i vigili del fuoco confermano che il fumo è nettamente diminuito e considerate le risorse umane e strumentali messe in campo per far cessare l’emergenza, a breve tutto rientrerà nella normalità.
Il tavolo tecnico. Così, sulla base di tali rassicuranti elementi di valutazione emersi nel corso del quarto Tavolo tecnico convocato nella mattinata di ieri nella residenza municipale di Codigoro, il sindaco Alice Zanardi ha disposto la revoca dell’ordinanza precauzionale emanata lo scorso lunedì 16 luglio, precisando nel contempo che le aziende agricole e di trasformazione possono quindi procedere con le regolari attività di raccolta, stoccaggio e lavorazione dei prodotti derivanti dall’agricoltura.
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I lavori. Intanto, su tre lati dell’accatastamento l’incendio è già stato spento ed il continuo sbancamento dell’enorme deposito legnoso consente ai mezzi impiegati di avvicinarsi sempre di più al nocciolo interno incandescente della catasta fino a determinarne, si spera in breve tempo, il completo spegnimento. Così, dopo giorni di disagi, preoccupazioni ed anche proteste tra le gente e gli agricoltori a seguito delle fastidiose esalazioni di fumo acre, che peraltro ancora perdurano, che interessano zone diverse di territorio e di centri abitati soprattutto di ambito comunale ed in particolare i centri di Frazione limitrofi di Pontelangorino, Caprile, Pontemaodino, ma anche Italba, Mezzogoro, Lido Volano e San Giuseppe ed il capoluogo Codigoro, in rapporto alla direzione del vento nei diversi momenti della giornata, è proprio il caso di dire che si può tirare un sospiro di sollievo.
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I campionamenti. I campionamenti erano stati effettuati ed aggiornati alle 24 ore precedenti, nelle postazioni di rilevamento situate nei centri abitati, rientranti nell’area interessata dai fumi provenienti dalla combustione del deposito Kastamonu. Nel documento conclusivo dei lavori del Tavolo tecnico, reso pubblico ieri in tarda mattinata, viene anche aggiornato lo stato di avanzamento delle complessive attività adottate per il progressivo contenimento dell’incendio di una catasta di cascami di legno situata all’interno dello stabilimento Kastamanu di Pomposa.
Dall’azienda. L’azienda del gruppo multinazionale Kastamonu ha confermato la presenza operativa sul posto di tre grossi mezzi escavatori, otto bulldozer ed otto rotoloni oltre a quattro irrigatori mobili su trattore, che sono in grado di confluire quotidianamente senza soluzione di continuità, tonnellate di acqua sul deposito. Quindi, l’acqua di risulta dello spegnimento viene raccolta in un’apposita vasca di contenimento situata all’interno dello stabilimento mentre l’eccedenza fatta confluire in una vasca di emergenza realizzata a fianco dello stabilimento. Inoltre l’azienda ha puntualizzato che altri serbatoi flessibili saranno disponibili in breve tempo, come ulteriore bacino di stoccaggio per le eventuali acque in eccesso. A tali attività di contenimento, segue un consistente impegno di smaltimento, di Kastamonu in depuratori autorizzati, utilizzando circa 12 automezzi al giorno dalla capacità di 30 mc ciascuno, per una spesa settimanale di circa 100. 000 euro. Perché, ha sottolineato l’azienda in un comunicato reso pubblico venerdì scorso, l’attenzione non è rivolta solamente allo spegnimento dell’incendio, ma anche alla salvaguardia dell’ambiente circostante. —
Piergiorgio Felletti.
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