Buchi nella rete idrica Soldi a disposizione solo per nove interventi
Appena tre i cantieri previsti in città, quattro a Comacchio La metà degli oneri finanziari sarà pagato dagli utenti
Dopo il sisma le perdite idriche nel Ferrarese si sono impennate, raggiungendo il tetto del 40% come lamentava l’assessore Caterina Ferri nel corso della Giornata dell’acqua, e in questo contesto l’annuncio del rinnovato impegno congiunto di ministero dell’Ambiente, Regione e Atersir per chiudere i “buchi” è stato accolto con grande favore. Nel dettaglio, però, gli 1,4 milioni di euro destinati al Ferrarese si tradurranno in un tre interventi in città e sei in provincia, utili ma di certo non sufficienti ad aggredire il problema.
Il progetto
L’annuncio è di qualche giorno fa ed è ricavato dall’accordo di programma a tre per investire a questo scopo 20 milioni di euro provenienti del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Gli interventi, è bene sottolinearlo, sono in co-finanziamento al 50% sulla tariffa, quindi per metà a carico degli utenti, e sono da realizzare entro il 2023. Servono anche a ridurre il cromo esavalente entro il nuovo limite precauzionale di 10 microgrammi per litro.
Il dettaglio degli interventi
Ferrara è divisa in due dal punto di vista acquedottistico, un pezzo a Hera e il resto, Medio e Basso Ferrarese, al Cadf. Il gestore cittadino e dell’Alto Ferrarese potrà sfruttare l’accordo per tre interventi di rinnovo delle condotte idriche. Le criticità maggiori sono state individuate in via Foro Boario, dove nell’ottobre scorso saltò una tubazione Hera con conseguente allagamento (150mila d’intervento); in via Calzolai, da via Acquedotto a via Fossa (altri 150mila euro); e nell’adduzione che collega Pontelagoscuro a Ferrara, un grosso intervento da 500mila euro (si ricorda l’allagamento di via Savonuzzi, un anno fa). Per quanto riguarda il Cadf, quattro cantieri verranno aperti a Comacchio: via Poderale Rosario (900mila euro), sulla Romea a Vaccolino, in via Marfisa d’Este a Lido Pomposa e in via Valmana a Volania, tutte per sostituire condotte ormai colabrodo. Poi si lavorerà a Mesola, in via Nuova Corriera (altri 400mila euro) e a Brazzolo.
La speranza è che non sia una goccia nel mare delle perdite. —
Stefano Ciervo
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