I pescherecci tirano i remi in barca Poco personale e costi troppo alti
Numeri preceduti dal segno meno per le nostre marinerie. Bene anche se in calo l’acquacoltura
porto garibaldi. Andare per mare non conviene più. O almeno, non più come una volta e a dirlo sono i numeri resi noti dall’Osservatorio Socio economico Pesca e acquacoltura dell’Alto Adriatico.
cosa è cambiato. Stando a quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’Ipsos (analisi e ricerca di mercato), il settore della pesca è in crisi: poco pesce, troppa burocrazia dovuta ai vincoli europei e un aumento dei costi di gestione. C’è anche da dire che è diminuito il numero dei pescherecci perché sono state incentivate le demolizioni e i giovani italiani figli di pescatori – il 67% delle imbarcazioni sono a gestione familiare – non vogliono più fare il lavoro dei padri.
le flotte. La flotta peschereccia di Goro conta 249 imbarcazioni, in calo nell’ultimo decennio del -27,4%, come anche la stazza e la potenza motore dei pescherecci. Di pari passo, anche la flotta di Porto Garibaldi, con i suoi 122 pescherecci registrati nel 2017, segna una perdita nello stesso periodo del -10,9%. Alla flotta marittima si associa anche una miriade di piccole imbarcazioni, definite di V categoria, adibite alla manodopera degli impianti di vongole filippine in laguna e di mitili a mare
le imprese attive. Per quanto concerne le imprese attive nella produzione ittica primaria di Goro, nell’ultimo anno risultano registrate alla Camera del Commercio di Ferrara ben 1.286 unità, l’81% delle quali opera nell’acquacoltura. Nell’area di Porto Garibaldi, invece, le aziende impegnate nel primario ittico sono 449, con il boom nel lungo periodo di quelle dell’acquacoltura.
Nei mercati ittici di Goro e di Porto Garibaldi confluiscono i prodotti tipici dell’area Nord Adriatico, con una buona quota di pesce di valle. Il grosso della produzione di pesce azzurro per la marineria di Porto Garibaldi - tra le più importanti nell’area Alto Adriatico per tale tipologia di pesce -, viene venduto però direttamente in banchina ai grossisti dalla locale Associazione produttori pesca.
l’acquacoltura. Calano i numeri dell’acquacoltura praticata nella Sacca di Goro da 68 imprese, che complessivamente occupano circa 1.700 persone. Le vongole filippine nel corso dell’ultimo anno hanno totalizzato oltre le 13mila tonnellate, presentando una variazione negativa dei quantitativi, rispetto al 2013, del -30,3%. Anche la mitilicoltura off-shore in pieno mare è fiorente nell’area, infatti le 18 imprese attive nel settore hanno prodotto nel 2017 oltre 6.780 tonnellate, con un calo rispetto al 2013 del -12,4%. —
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