La Nuova Ferrara

Ferrara

Ferrara

Profughi in via Baluardi nell'ex studentato, spunta l’opzione grattacielo

Alessandra Mura
Profughi in via Baluardi nell'ex studentato, spunta l’opzione grattacielo

Venerdì il sindaco Tagliani era dal prefetto Campanaro per proporre un cambio di destinazione d’uso. Oggi incontro con gli altri sindaci. Lodi (Lega): faremo intervenire il Viminale

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Il progetto di destinare l’ex studentato di via Baluardi, ora in corso di ristrutturazione, ai richiedenti asilo era nato nel 2017, quando gli arrivi di profughi in Italia e a Ferrara imponeva la ricerca di nuovi spazi di accoglienza, e le Prefetture si erano attivate insieme al Viminale per ricavare da edifici del Demanio Statale ulteriori alloggi.

L’opzione grattacielo

Un anno più tardi, e duecento profughi in meno presenti sul nostro territorio, le priorità appaiono modificate. Ed è proprio su questo punto che venerdì scorso, 24 ore prima che il caso venisse sollevato via Facebook dal segretario comunale leghista Nicola Lodi, il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani aveva incontrato il prefetto Michele Campanaro per proporre una nuova destinazione d’uso dell’immobile che, a lavori ultimati, conterà cinque appartamenti. «Ho suggerito al prefetto di assegnare quegli appartamenti a residenti del grattacielo non in grado di sostenere le spese per l’adeguamento antincendio dei loro alloggi», ha riferito ieri lo stesso primo cittadino.

L’orientamento della Prefettura

Il rappresentante del Governo su questo punto non si è sbilanciato, ricordando però che, pur in assenza di nuovi arrivi, lo Stato sta comunque sostenendo altre spese per i richiedenti asilo attualmente accolti da privati: il loro trasferimento in un edificio di proprietà statale consentirebbe di abbattere queste spese.

«Non alimentare paure»

«Sono convinto che il prefetto, che in questi mesi si è dimostrato attento e sensibile alle esigenze del territorio ferrarese, nei prossimi giorni saprà ascoltare e comprendere le ragioni dei tre Comuni. Ed evitare che vi sia chi continua, sulle spalle dei richiedenti asilo, a soffiare sul fuoco, alimentando paure che non hanno ragione di esistere. Quando invece questo è il momento, anche perché i numeri calano, di investire sull'integrazione. E non sulla paura», scrive in un post l’assessore alla sicurezza Aldo Modonesi.

I casi Portorotta e Salvatonica

Ulteriori indicazioni potranno probabilmente arrivare già oggi, dopo l’incontro già in programma tra il prefetto e i sindaci degli altri due Comuni, Portomaggiore e Bondeno, in cui è in corso la medesima operazione di destinazione di immobili a richiedenti asilo. Nel primo caso si tratta dell’ex Casa del Fascio di Portorotta, nel secondo dell’ex Casa di Guardia a Salvatonica.

Lega in fibrillazione

Il sindaco di Ferrara sul punto ha espresso la sua posizione; a Portomaggiore Nicola Minarelli, già pressato dal caso di Runco, non ha nascosto le sue difficoltà in caso di nuovi arrivi; certa appare la linea del sindaco leghista Fabio Bergamini. La decisione è ora nelle mani del prefetto a cui Nicola Lodi, dopo aver sollevato la polemica su Facebook, intende rivolgersi: «Andremo con una delegazione di cittadini, perché una cosa del genere deve essere fermata. Il nostro sindaco sarà domani (oggi, ndr) in Prefettura, e abbiamo un filo diretto con il ministro dell’Interno tramite il nostro deputato Tomasi», annuncia. «Non conosco bene la situazione - replica cauta la parlamentare Maura Tomasi raggiunta ieri al telefono - farò le mie valutazione solo quando i termini risulteranno più chiari». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google