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la protesta 

«Troppi ristoranti e fumi fastidiosi» Via Saraceno non ci sta

Lauro Casoni
«Troppi ristoranti e fumi fastidiosi» Via Saraceno non ci sta

Gli effetti collaterali della riqualificazione commerciale Gruppo di residenti scrive al Comune: qui non si vive più

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Coniugare il diritto dei residenti alla tranquillità, al decoro e alla serenità dei propri centri storici o delle proprie case dove da anni si è deciso di risiedere, con le esigenze dell’economia e delle attività commerciali locali meglio se ristoranti, pizzerie o bar: da sempre, una delle maggiori sfide per una qualsiasi amministrazione locale senza distinzione di colore o collocazione politica.

Nuove attività post riqualificazione

Ferrara non fa eccezione, e le più recenti lamentele arrivano da via Saraceno. Una strada che, terminati i tanto attesi lavori di riqualificazione, ha visto in questi ultimi anni rafforzare la propria vocazione commerciale con l’insediarsi, nonostante la crisi, di nuove attività che hanno contribuito a una rigenerazione della zona e ridato vivacità a questa contrada commerciale in concomitanza alla nuova estensione della zona pedonale e probabilmente all’arrivo di numerosi studenti universitari.

Rumori e fumi molesti

Alcuni cittadini residenti in via Saraceno e in via Cammello hanno scritto al sindaco rilevando che «una grande, troppa quantità di clienti occupa per varie ore del giorno e della notte la via, consumando i pasti all’esterno di locali per altro già ampi. In tre di questi locali vi sono pizzerie a legna che possono compromettere, con le loro emissioni di fumi, la salute dei cittadini».

Troppi ristoranti e pizzerie

Altro aspetto sotto la lente dei residenti è l’uso troppo intenso di questa parte della città per attività di ristorazione, concentrata in una zona senza spazi verdi e densamente popolata. Poi accumuli di spazzatura voluminosa e un numero esagerato di cassonetti per la raccolta differenziata.

Case svalutate

I sottoscrittori della lettera fanno poi notare al sindaco che «a fronte di un aumento delle attività di ristorazione vi è stata una molto più grave svalutazione del valore delle abitazioni quantificabile in milioni di euro» ed è anche per questo che «si esige dal Comune un intervento a tutela della loro salute e dei loro interessi, di persone che hanno investito nella città ristrutturando diversi edifici di antica costruzione».

E in attesa di un riscontro da parte del sindaco offrono piena collaborazione per il “risanamento” della zona. —



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