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Ex Bazzi chiuso e senza cantieri La riapertura è un’incognita

Stefano Ciervo
Ex Bazzi chiuso e senza cantieri La riapertura è un’incognita

Il gruppo Kofler in ritardo rispetto all’obiettivo estivo Un anno fa il sì del ministero, intoppo Soprintendenza

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Sono passati più di quattro mesi da quando il sindaco Tiziano Tagliani consegnò solennemente le chiavi dell’ex Bazzi Coloniali a Tiziano Pavin, progettista incaricato da Kofler Group di realizzarvi un punto vendita di prodotti del marchio. Il gesto era stato annunciato come il via libera ai lavori necessari ad aprire il KoflerCafè, da effettuare a tambur battente per consentire l’apertura «entro l’estate». Non si è mossa foglia e a questo punto gli interrogativi sul travagliatissimo progetto di rilancio di uno degli spazi storici della città si addensano inevitabilmente.

La situazione attuale

Dall’esterno la situazione appare immutata, come del resto da parecchi anni a questa parte, e non è che addentrandosi nei meandri della burocrazia statale e comunale si riesca a fare luce. I dati certi sono questi. Il 26 luglio 2017 il Kofler Group ha sottoscritto il contratto con il Comune per la concessione di valorizzazione dell’ex Bazzi, a seguito dell’aggiudicazione del bando pubblico di cinque mesi prima. L’amministrazione comunale aveva effettuato le operazioni di restauro più delicate dal punto di vista storico-architettonico, ai padovani restava una serie di lavori di complemento. Il progetto risulta autorizzato dal ministero dei Beni culturali già nell’agosto dell’anno scorso, ma servono definitive autorizzazioni da parte della Soprintendenza, che non risultano ancora ottenute, bisogna a questo punto capire per quale motivo. Il contratto prevede che gli interventi a carico di Kofler debbano essere effettuati entro 4 mesi dall’effettiva disponibilità dell’immobile, consegnato appunto il 27 febbraio scorso, a partire però dal definitivo via libera da parte della Soprintendenza. Il 20 giugno, alla prima conferenza dei servizi, Kofler si è presentato senza l’autorizzazione, la prossima scadenza (presumibilmente dopo Ferragosto) è dunque cruciale per comprendere le intenzioni del concessionario.

È chiaro che il Comune non potrà attendere all’infinito su di un immobile per il quale c’è stato un affidamento sulla base di un progetto, e risulta che sia stato l’assessore Roberto Serra a contattare di recente l’azienda, per comprendere i motivi del ritardo e sollecitare una chiusura.

Lavori previsti

L’articolo 4 del contratto descrive in maniera dettagliata le opere che Kofler dovrà realizzare. Ci sono lavori di restauro che riguardano le opere strutturali al corpo novecentesco, opere architettoniche (demolizioni, sottofondi e pavimenti) ed impiantistiche (impianti idrosanitario, termomeccanico, elettrico e speciali); in aggiunta servono interventi di allestimento dell’attività. Kofler dovrà anche restaurare i mobili un tempo collocati nei locali e impiegarli nell’allestimento definitivo. Lo spazio di 400 metri quadri dovrà ospitare un bar-ristorante-punto vendita KoflerCafè, destinato a restare aperto dal mattino e fino a mezzanotte, per servire i clienti dalla colazione al dopocena. —

Stefano Ciervo

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