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I ristoratori di via Saraceno: «Noi, un antidoto al degrado»

A.M.
I ristoratori di via Saraceno: «Noi, un antidoto al degrado»

La replica alle lamentele di alcuni residenti: orari limitati, non c’è disturbo Ascom e Confcommercio insorgono: fumi nella norma e case rivalutate 

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Una strada che è tornata a essere viva, illuminata e più sicura. È compatto il fronte dei negozianti e dei ristoratori, ma anche di diversi residenti, in difesa della ritrovata vocazione commerciale e gastronomica di via Saraceno.

Addio spacci e scippi

«Quando abbiamo aperto, tre anni fa, qui c’erano problemi di spaccio e furti, con una serie di scippi ai danni di studentesse universitarie che aveva creato allarme - ricorda Michela Galavotti di Street Burger Gourmet - Adesso la situazione è completamente cambiata, e il problema si è spostato in via San Romano dove ci sono soprattutto negozi che chiudono attorno alle 19.30. Da parte nostra, rispettiamo gli orari di chiusura, non andiamo mai oltre la mezzanotte e la nostra è una clientela tranquilla che viene a mangiare. Niente feste e niente baccano». A sostenere che la strada è diventata rumorosa e appestata dai fumi per la presenza di troppi ristoranti e pizzerie è un gruppo di 13 residenti, che si sono rivolti al sindaco.

Una pizzeria non è uno street bar

«Se la via è vivace, è un vantaggio per tutti», commenta il titolare della tabaccheria “Bacco e Tabacco”. «Come iniziativa promozionale il martedì facevo musica brasiliana e il mercoledì quella anni ’70 e ’80 - aggiunge il titolare di La Locanda del Furioso, aperta da appena tre mesi - Il tutto dalle 19 alle 22, ma dopo pochi minuti arrivavano proteste e telefonate ai vigili, e allora ho lasciato perdere. In ogni caso qui non si fanno le ore piccole, non siamo uno street bar, credo ci vogliano educazione e buonsenso nell’affrontare questioni del genere». Una signora che sta aprendo il portone di casa non ha dubbi: «La via è diventata più bella, qui si sta bene, non ha senso lamentarsi».

«I fumi? Tutto nella norma»

Tre i temi sollevati dal “Gruppo dei 13”, quelli più difficili da digerire per Confesercenti e Ascom sono il fastidio per i fumi provenienti dai forni a legna, e il deprezzamento delle case. Su più di un tetto di abitazioni private, occorre dire, svettano camini che in inverno, si immagina, fanno la loro parte. «La polemica sui fumi la si chiude subito - afferma Michele Rosati di Confesercenti - Perché tutte le attività sono a norma, sostenendo investimenti di un certo peso (circa 20mila euro, ndr) per installare gli impianti di abbattimento emissioni. La verità è che in via Saraceno è stato fatto un gran bel lavoro, che ha comportato sacrifici soprattutto da parte degli stessi commercianti, e che ha portato vantaggi a tutti, anche ai tredici che adesso si lamentano. Il rumore? Ma qui non stiamo mica parlando di street bar, certo nelle distese esterne la gente chiacchiera, ma gli orari sono disciplinati».

Casa deprezzate? Anzi

Secondo Davide Urban, direttore di Ascom, Hera potrebbe fare qualcosa di più sul fronte della gestione dei rifiuti ma per il resto, «pur considerando tutte le voci e le opinioni», è innegabile che «dopo la riqualificazione e l’apertura di nuovi locali la strada ha incrementato la propria attrattiva, con esercizi tipici di una città a vocazione turistica che vanno sostenuti». Un’operazione che non ha avuto ripercussioni negative sulle case, anzi: «Il patrimonio immobiliare è rivalutato, non mi risulta che le case siano svalutate. La notizia è che via Saraceno è tornata a essere commerciale, e le lamentele, paradossalmente, ne sono la dimostrazione». —

A.M.

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