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Coltivazioni e argini distrutti dalle nutrie L’ira degli agricoltori «Il sindaco ci aiuti»

Beatrice Barberini
Coltivazioni e argini distrutti dalle nutrie L’ira degli agricoltori «Il sindaco ci aiuti»

Sollecitata l’ordinanza del Comune attesa da tempo L’anno scorso devastato il mais, quest’anno i cocomeri

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CENTO. «L’anno scorso il mais, quest’anno le nutrie stanno divorando le angurie. Dopo un anno, è ancora emergenza. Una ordinanza per 15 giorni a gennaio non serve. Il sindaco Toselli deve intervenire». Per l’impresa agricola “Govoni Roberto” è alta la conta dei danni inferti dalla voracità delle nutrie di cui si parla.

il grido di allarme. A lanciare di nuovo l’appello è lo stesso Roberto Govoni. Una battaglia, quella intrapresa già l’estate scorsa dall’imprenditore agricolo assieme a Paolo Minelli, che aveva portato il Comune e la polizia municipale ad attivarsi con polizia provinciale, Consorzio di Bonifica, Istituto nazionale per la fauna selvatica, col mondo venatorio e agricolo, per individuare soluzioni volte a contenere la diffusione di una specie dannosa per l'agricoltura e per la sicurezza degli argini. Ne è seguita l’ordinanza sindacale 187 del 27 dicembre 2017 per limitare la popolazione della nutria. Un atto in cui si ordinava, a fronte dell’emergenza nutrie nel Centese, di avviare il controllo della specie, autorizzando le squadre di coadiutori abilitati dalla Provincia, nell’ambito delle operazioni di cattura e abbattimento, ad operare anche in prossimità di corti coloniche, abitazioni, argini e strade.

servono atti concreti. «Per tutto il Centese – fa notare Govoni –, è stata emanata una sola ordinanza con validità dal 2 al 15 gennaio 2018. Una misura inadeguata in un periodo in cui la presenza delle nutrie è scarsa, e i coadiutori hanno difficoltà ad operare per la stagione. Stanziati poi circa 1.900 euro per l’acquisto di gabbie da fornire ad agricoltori e cittadini, ma chiedendo all’Urp, queste non ci sono. In sintesi, il problema non è stato risolto». Un problema reale, per gli agricoltori: «L’anno scorso è stato il mais in via Mussolina, accanto al Canale di Cento, quest’anno nell’area di via Chiarelli, nelle campagne di Renazzo; le nutrie hanno preso di mira le orticole, in particolare le angurie. Per salvare la coltivazione, le dobbiamo raccogliere semiacerbe. Quelle mature, le divorano. Qui, c’è una vasta colonia. C’è anche da aver paura. In questo periodo che hanno i piccoli, sono aggressive». Secondo Govoni, servirebbero ordinanze del sindaco mirate: «I primi di luglio ho chiesto e ottenuto - dice - l’autorizzazione della polizia provinciale per l’intervento dei coadiutori; il personale volontario c’è, ma non essendoci ordinanza del sindaco che ne consenta l’intervento - prosegue Govoni - , non è possibile fare nulla. Eppure a gennaio la Regione ha introdotto modifiche ed integrazioni al Piano regionale per il controllo della nutria (delibera 551/2016) in base ai quali i Comuni devono attivarsi per il controllo della nutria nelle aree urbane. Su richiesta del sindaco, e qualora se ne rilevi la fattibilità, sono possibili eventuali ed eccezionali interventi ad opera dalla polizia provinciale». —

Beatrice Barberini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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