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Nasce un parco archeologico nel cuore del Delta del Po

Nasce un parco archeologico nel cuore del Delta del Po

L’iniziativa nell’ambito di un progetto transfrontaliero che unisce Italia e Croazia Tra gli obiettivi anche la valorizzazione dell’area di Spina e del Mezzano

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comacchio. Un parco archeologico regionale nel cuore del Parco del Delta del Po: ammontano a oltre 3, 2 milioni di euro i fondi comunitari riconosciuti nell’ambito di un progetto transfrontaliero, che unisce Italia e Croazia, in un asse che punta a valorizzare il comune patrimonio culturale e ambientale.

l’annuncio. L’annuncio è del sindaco comacchiese Marco Fabbri, il quale conferma che «si tratta di un progetto che vede tra i partner la Regione Emilia Romagna, la Regione Veneto, l’Ente Parco Delta Po Veneto, Delta 2000, i Comuni croati di Korcula, Cres e Kastela con il coinvolgimento dei comuni di Codigoro e Ostellato. Tra le azioni – prosegue Fabbri –, anche la valorizzazione di Spina e dell’area archeologica con la creazione di un grande parco archeologico tra i comuni di Comacchio e Ostellato. Il comitato di sorveglianza del Programma Italia-Croazia ha approvato, giovedì scorso a Venezia, la graduatoria dei progetti di cooperazione tra le due sponde dell’Adriatico presentati nell’ambito del secondo bando». I settori interessati sono quelli della crescita blu, legata al mare e alle acque, della sicurezza e resilienza dei territori, dell’ambiente e del patrimonio culturale e dei trasporti».

il progetto. Non è la prima volta che si parla della realizzazione di un parco archeologico nel Delta del Po. Nell’ottobre del 2014 la riapertura del sito archeologico di Santa Maria in Padovetere, grazie agli scavi intrapresi dall’archeologo Mario Cesarano e dai suoi collaboratori, ha conferito nuovo impulso agli studi e alle ricerche in un’area attraversata, nell’antichità, dal Padus Vetus, ovvero il vecchio alveo del Po.

Anche nel 2015 nuovi finanziamenti del Mibact e del Comune hanno permesso di tracciare un percorso visite con cartelli informativi. I nuovi canali di finanziamento europeo riaccendono i riflettori sull’archeologia delle valli di Comacchio, culla della civiltà spinetica e degli insediamenti romani dall’età augustea in poi.

le tappe. «Nel complesso verranno finanziati 24 progetti che interessano il territorio regionale, per un valore di 12 milioni di euro – aggiunge Fabbri –. Il Programma Italia-Croazia è dedicato alle sole Province costiere della sponda adriatica italiana e croata. Quindi le Province emiliano-romagnole di Ferrara, Forlì Cesena, Ravenna e Rimini costituiscono i territori interessati e sono state effettivamente protagoniste di questa rilevante opportunità, distinguendosi per l’alto numero di progetti presentati e finanziati.

In particolare, sono stati approvati 10 progetti in cui la Regione Emilia-Romagna è capofila, mentre è presente in qualità di partner in altri 14». Proprio l’area archeologica di Santa Maria in Padovetere, in valle Pega, è stata al centro delle attenzioni di numerose ricerche ed approfondimenti. Nell’area fu trovato il monumento marmoreo con fregi e festoni propri dell’età Giulio Claudia (I secolo d.C), fanno propendere alla realizzazione di un’opera celebrativa per l’imperatore Claudio, di ritorno dalla conquista della Britannia. —

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