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dopo la protesta 

Nutrie, i rimedi del Comune «Un fondo per agricoltori»

Beatrice Barberini
Nutrie, i rimedi del Comune «Un fondo per agricoltori»

Il vicesindaco: «Ordinanze inefficaci, rischiamo di esporci a livello legale». Nel 2017 abbattuta una quarantina di esemplari, poi intervennero gli animalisti

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CENTO. «Per rispondere con efficacia all’emergenza nutrie serve un rafforzamento del piano di contenimento e controllo, soprattutto regionale, e un fondo per la salvaguardia degli agricoltori. L’adozione di ordinanze generalizzate esporrebbe il Comune a ricorsi e a criticità dal punto di vista legale, come è già accaduto per l’ordinanza del gennaio 2018».

Un fondo di salvaguardia. È il vicesindaco Simone Maccaferri, a rispondere all’appello lanciato dall’imprenditore agricolo Roberto Govoni. Nella sua azienda agricola, in particolare nell’area di via Chiarelli, nelle campagne di Renazzo, le nutrie hanno preso di mira le orticole, in particolare le angurie. Per salvare la coltivazione, l’imprenditore è costretto a raccogliere le cocomere ancora semiacerbe, visto che le nutrie riconoscono perfettamente e divorano quelle mature. Un danno importante per l’impresa agricola.

Da qui, la richiesta al sindaco Toselli e all’amministrazione comunale, di mettere in campo risposte concrete attraverso ordinanze sindacali mirate, forte del fatto che, come ha evidenziato Govoni, la legge regionale consente al sindaco, qualora se ne rilevi la fattibilità, di richiedere eventuali ed eccezionali interventi a opera dalla polizia provinciale, e che questa, a sua volta sarebbe pronta ad autorizzare l’intervento dei coadiutori. Un passaggio che, dopo aver incontrato gli agricoltori e seguito il percorso di contenimento delle nutrie nel Centese, il vicesindaco Maccaferri ritiene non essere privo di conseguenze. E ripercorre le tappe: «Nel gennaio 2018, a conclusione di un processo iniziato nell’estate 2017, il Comune ha adottato una ordinanza contingibile e urgente, (la n° 187 del 27 dicembre 2017), per limitare la popolazione della nutria e consentirne l’abbattimento in deroga alle distanze di legge. Un provvedimento valido per tutto il Centese dal 2 al 15 gennaio 2018. Il percorso, condiviso col comandante della polizia provinciale Castagnoli, e adottato in vari comuni della provincia, ha consentito l’abbattimento di circa 40 esemplari».

Animalisti contro l’ordinanza. Tuttavia all’ordinanza, è seguita la reazione di un’associazione animalista: «Contro quell’unica ordinanza, è stato presentato un ricorso al Prefetto, conclusosi senza conseguenze per il Comune. Questo tuttavia ha fatto emergere la consapevolezza che l’adozione di ordinanze generalizzate, che non si limitano a introdurre deroghe per tempi ristretti e concentrati a qualche settimana, avrebbero sicuramente criticità dal punto di vista legale. Ed è proprio per questo, che si rende necessario da parte del Comune di dare seguito, anche quest’anno, al percorso avviato con la Provincia per definire le modalità migliori per limitare il numero di animali».

Per Maccaferri poi, il tema della distruzione delle coltivazioni e della messa in pericolo idrogeologica è particolarmente importante: «C’è dunque l’esigenza che, soprattutto a livello regionale, si vada verso un rafforzamento centrale delle prerogative del piano di contenimento delle nutrie, così da ovviare alle debolezze giuridiche di provvedimenti contingibili e urgenti, nonché istituendo fondi per la salvaguardia degli agricoltori». —

Beatrice Barberini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
 

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