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«Anni di vita in fumo»: la famiglia allargata cerca una nuova casa

S.C.
«Anni di vita in fumo»: la famiglia allargata cerca una nuova casa

Le dieci persone erano a Sabbioni da 14 anni: tutto perduto. Dalla comunità Giovanni XIII una sistemazione di fortuna

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Il rogo di venerdì ha distrutto non solo un intero piano dell’abitazione ma un pezzo di vita della famiglia allargata che ci abitava da 14 anni. «È andato perso tutto quanto c’era nelle camere, gli abiti e i giochi dei bambini, le suppellettili, i supporti informatici per i ragazzini disabili» è lo sconsolato inventario di Piera Murador, responsabile della comunità Papa Giovanni XXIII cui fa riferimento la casa famiglia Madre Teresa di Sabbioni di Pescara, andata a fuoco per un probabile corto circuito. Le dieci persone che ci abitavano, tra le quali sei minori, ora sono alla ricerca di una sistemazione.

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Travi fumanti. Ancora ieri, a distanza di venti ore dallo scoppio dell’incendio, è partito un allarme dalla comunità che vive attorno alla casa colonica di Sabbioni: colonne di fumo si alzavano dall’edificio, e i Vigili del fuoco sono tornati sul posto per spegnere gli ultimi focolai. Bisognerà attendere che i muri della casa si raffreddino per effettuare una ricognizione compiuta, ma il rischio concreto di crollo del solaio andato a fuoco ha suggerito la dichiarazione di inagibilità totale dell’intero edificio. Gli ospiti della casa famiglia, cioè una coppia con i loro tre figli naturali, altrettanti in affido, una fresca maggiorenne disabile grave e un volontario, hanno passato la notte nella casa a fianco, la Sant’Antonio da Padova, dove sono ospitate da poco due persone.

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Famiglie allargate. «Ce la siamo cavata con i materassi, in comunità tutti sono abituati a darsi una mano - racconta Murador - e per fortuna la famiglia allargata che abitava di fianco è partita per una missione in Spagna dieci giorni fa. Certo servirà una soluzione definitiva». La comunità gestisce sei case famiglia, in città e a Cento, strutture nelle quali vengono ospitati minori in condizioni disagiate: i controlli da parte di Asl e Procura dei minori di Bologna sono a cadenza semestrale. Per la famiglia che ha perso la casa servirebbe una soluzione in zona, in comodato gratuito come garantiva la parrocchia proprietaria dell’edificio bruciato. «Non sarà facile viste anche le rigide norme cui siamo sottoposti» non si fa illusioni Murador. —

S.C.

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