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«Il piazzale della Rocca abbandonato a se stesso»

Beatrice Barberini
«Il piazzale della Rocca abbandonato a se stesso»

Protesta per lo stato di degrado: topi, erbacce e anche alberi e tegole pericolanti Il titolare del chiosco: il problema dovuto agli edifici chiusi. Residenti preoccupati

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CENTO. «Vorrei sapere i progetti e le iniziative che l’amministrazione ha in mente per rilanciare e riqualificare quest’angolo dimenticato di Cento. Ormai da sei anni nel degrado e segnato dall’abbandono».

A lanciare l’appello è Maurizio Patroncini, titolare del Chiosco La Rocca che si affaccia sull’omonima piazza, circondata da edifici chiusi e inagibili. «Dal 2012 il chiosco che gestisco – racconta – si trova in un contesto di grande degrado, dovuto non solo ai danni del terremoto a scuole e santuario, ma anche da come quest’area è stata gestita dalle due amministrazioni che si sono succedute. Le Pascoli sono ancora chiuse, e del cantiere per il loro recupero nessuna traccia. Le ex scuole Rodari, talmente danneggiate che dovrebbero essere abbattere, sono in stato di abbandono. Tutt’intorno, l’erba è altissima, gli alberi a rischio caduta. Davvero un rischio continuo».

Telefonate in serie. Immancabile tutti gli anni la telefonata di Patroncini al Comune: «Chiedo di continuo che si intervenga per pulire le zone chiuse, con lo sfalcio dell’erba e la disinfestazione da animali. Tutta l’area infatti è invasa da topi. È un problema che riguarda anche i residenti, non solo me. Ogni settimana a mie spese getto veleno, per evitare di trovarmeli di sera che girano tra i tavoli. Ci sono piccioni ovunque, molti a terra morti. Vi lascio immaginare l’odore. Poi le zanzare, tantissime. Dopo sei anni sono stanco».

Eppure, ricorda Patroncini, l’area della Rocca è sempre stata viva e funzionale, con le scuole, la chiesa: «Ma oggi non viene più nessuno. L’amministrazione Lodi almeno aveva progettato il recupero dell’area. Oggi Toselli ha modificato il piano. Poi fino a due anni fa, nel piazzale della Rocca c’erano iniziative che attiravano gente. Oggi tutto qui è fermo. Gli eventi vengono realizzati e rinchiusi dentro alla Rocca».

Cadono rami e tegole. Anche quest’anno la richiesta al Comune di intervenire per tagliare l’erba: «Ormai è altissima. L’ufficio tecnico, mi hanno riferito, ha dato mandato a Cmv il 9 luglio. Ho chiesto anche la potatura degli alberi. Ad ogni temporale, cadono grossi rami sul chiosco. Ma ancora nulla. In più, con vento e temporali forti, cadono le tegole dal tetto delle Carducci». Un problema anche per l’igiene e per due volte «ho chiesto l’intervento dell’Igiene ambientale dell’Ausl. Vengono, fanno il verbale, lo inviano al Comune. Ma senza risultato».

A tutto questo, Patroncini aggiunge la questione del cantiere per il rifacimento del porfido di corso Guercino: «Un disagio e un danno enorme per la mia attività, avere la strada chiusa dal 22 maggio al 9 luglio, e la piazza utilizzata come deposito dei cubetti di porfido». E ricordando l’incontro avuto in passato col sindaco Toselli, rilancia: «Oltre a voler riaprire le scuole Pascoli, Toselli mi riferì l’intenzione di demolire le Carducci e realizzare un parco. Un’idea azzeccata, ma non se ne fece nulla. Ormai quest’angolo di città, tra i più belli e suggestivi, è dimenticato. E la politica centese non si accorge dell’abbandono in cui da troppo tempo si trova». Poi l’appello in vista dei cantieri a santuario e Pascoli: «Se vengono chiuse le strade, la mia attività per tutto il 2019 rischia di venire compromessa». —

Beatrice Barberini. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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