L’Autostrada Cispadana è la Tav estense Il governo frena, serve 1 miliardo di euro
Roma rinvia la decisione a settembre, Regione e imprese sulle spine. Ma la “collegata” Ferrara-mare ancora non c’è
L’Autostrada regionale Cispadana può essere la Tav estense? Le premesse ci sono tutte, dalla tempistica biblica alle microfratture tra le forze politiche, dai livelli nazionali a quelli locali, fino ai contrasti latenti nell’attuale maggioranza di governo, resistenze diffuse qua e là lungo il tracciato. Il punto è che questa infrastruttura da oltre un miliardo di euro viene considerata strategica, oltre che dalla Regione, dall’insieme delle forze imprenditoriali del territorio, e porterebbe con sé la soluzione definitiva, seppur a pagamento, dei disastri della Ferrara-mare, destinata a diventare appendice del progetto. Anche se, come si rivela dal tracciato a fianco, tra le opere collegate attualmente non appare la trasformazione della Superstrada.
Lo stato dell’arte
Ad oggi, dopo 32 anni di discussioni e progetti, e a quasi 8 anni dalla firma della convenzione, abbiamo di poco superato la metà dell’iter realizzativo, con la predisposizione della Valutazione d’impatto ambientale: i prossimi passaggi sono l’approvazione della Via, il progetto esecutivo e la costruzione.
La dotazione finanziaria
L’opera dovrebbe essere realizzata in project financing tra i privati di Autostrada Cispadana, a maggioranza Autobrennero, e gli enti pubblici. La partecipazione della Regione è stata ridotta a 179,7 milioni, la partecipazione statale è indispensabile per far partire l’opera.
Gli ostacoli
È dei giorni scorsi la vivace “dialettica” tra i vari livelli regionali e Roma, su Cispadana e sulle altre due grandi opere emiliane, Passante di Bologna e bretella Campogalliano-Sassuolo. «A settembre confidiamo di poter dare le prime risposte - è stata l’ultima parola da parte del sottosegretario ai Trasporti, Michele Dell’Orco - Stiamo andando avanti con gli approfondimenti, a differenza degli anni precedenti, dove si tracciava una riga su una cartina, per ogni infrastruttura vogliamo capire l’utilità trasportistica, l’impatto e le eventuali penali in caso di recesso». Dell’Orco, nell’ottobre scorso, sfilò a Cento assieme ad altri esponenti M5s tra i quali l’estense Vittorio Ferraresi, per dire «no a un’autostrada a 4-6 corsie, priva di un piano economico e i cui costi in termini di salute ricadranno sui cittadini». E Ferraresi, oggi sottosegretario alla Giustizia, nel giugno scorso, rispondendo agli allarmi di Regione e Pd, affermò: «Ci metteremo d’impegno per procedere alla Superstrada Cispadana (quindi niente privati né pedaggi, ndr) e lo faremo da subito, coinvolgendo il ministero dei Trasporti, la Lega e i territori interessati». Il Parlamento europeo, infine, ha chiesto conto all’inizio dell’anno delle osservazioni inviate da alcuni cittadini contrari al progetto.
Chi spinge
Schierati a favore ci sono Regione e Pd, sia pure con mugugni sparsi in particolare del Modenese per il tracciato, mentre la soluzione del nodo di Alberone ha messo la sordina al Centese. «Infrastruttura strategica» l’ha definita il segretario regionale Paolo Calvano. Pure la Lega si schiera «per il progetto che c’è - ribadisce il capogruppo regionale Alan Fabbri - L’importante è che la Regione si svegli e sblocchi l’investimento, anche perchè resta il nodo delle risorse disponibili. E il governo ascolti le istanze dei territori». —
Stefano Ciervo
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