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guerra tra bande in città

Tagliani punge Salvini: mandi più agenti in città. Il ministro: leggi più dure

Tagliani punge Salvini: mandi più agenti in città. Il ministro: leggi più dure

Botta e risposta a distanza tra il sindaco e il titolare del dicastero dell’Interno. Oggi summit in prefettura. Palazzo municipale: ora espellere subito i violenti

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FERRARA. «Processi veloci e pene certe per chi semina sangue e violenza in città, espulsioni effettive per chi esce dal carcere dopo una condanna per questi reati e immediate per chi ha dimostrato di non saper rispettare le regole della civile convivenza». Il “lunedì nero” delle tre aggressioni con coltello e machete che hanno sparso orrore e paura in tre quartieri della città, ha innescato l’allarme anche tra le mura di Palazzo municipale. Il sindaco Tiziano Tagliani chiede misure urgenti per riportare sotto controllo la situazione dell’ordine pubblico, pesantemente marcata dalle ultime sanguinose vicende.

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Un cinguettio dal governo
La notizia è rimbalzata fino a Roma per rientrare a Ferrara attraverso un tweet del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Ieri – questo il messaggio – regolamento di conti nella piazza dello spaccio. “Richiedente asilo” massacrato da suoi connazionali. Secondo la sinistra siamo troppo duri. Sbagliato, leggi attuali non lo sono abbastanza, con #DecretoSicurezza cercheremo di rimediare». Un commento che fa da contraltare alle dichiarazioni di sindaco che ora, proprio a Salvini, chiede «non solo di mantenere l’impegno di inviare i nuovi agenti attesi per settembre-ottobre, visto che il concorso si è tenuto mesi fa, ma anche di aumentare il contingente perché stiamo assistendo a scontri per la divisione della piazza dello spaccio fra bande e in questi mesi l’organico della polizia di Stato si è ulteriormente impoverito».

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Un summit urgente
L’esplosione della violenza sarà al centro stamattina di una riunione straordinaria in prefettura del Comitato Ordine Pubblico, che sarà dedicata al tema della sicurezza in città in coda a una seduta convocata per il problema dell’abusivismo sul litorale. Il ragionamento di Tagliani prende le mosse «da quanto è già stato fatto. Il presidio del territorio c’è: carabinieri, polizia di Stato, polizia municipale, telecamere, esercito. Ora bisogna allontanare chi delinque e fomenta l’uso della violenza: non deve restare in questa piazza. Non è impossibile identificare chi sono queste persone, Ferrara non è una città grandissima e le forze di polizia conoscono molti di questi personaggi. Il governo fornisca tutte le risorse necessarie per assicurarle alla giustizia i responsabili e allontanarli da qui, anche per evitare che poi qualcuno si senta spinto a farsi giustizia da sè. Scenario a cui sono fortemente contrario».

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Il bandolo della matassa
S.O., il 26enne nigeriano ferito in via Morata con un colpo di machete, accetta o roncola in testa è ancora ricoverato al Sant’Anna e forse, a breve, dovrà essere operato. Polizia (per il caso Morata-Oroboni) e carabinieri (per il giovane nigeriano che si è salvato in via Bologna rifugiandosi nei locali del “Caffè Vienna” dopo essere stato inseguito da una decina di persone armate e per le ferite da coltello subìte da un altro cittadino nigeriano in corso Giovecca) stanno acquisendo testimonianze e filmati per dare un contesto ai fatti.
Il sospetto è che il movente siano le contese che nascono nel mondo dello spaccio, seguite da regolamenti di conti, alimentate da innesti di stranieri provenienti da altre città e legate al controllo del territorio. Si cercano i fili che potrebbero legare fra loro gli ultimi casi. «Contiamo di poter dare le prime risposte in tempi brevi», annunciano in questura. –

Gi.Ca.

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