Agosto tempo di Buskers con il cielo d’Irlanda
La manifestazione musicale di strada pronta a sbarcare ancora a Ferrara Dublino scelta come città ospite e il “ Puedes” sarà nel cortile del Castello
Dublino e Ferrara, due città unite dall’amore e dalla valorizzazione del musicista di strada. E’ per questo motivo che l’edizione 2018 del Ferrara Buskers Festival è dedicata alla capitale d’Irlanda. Per dieci giorni, dal 16 al 26 agosto, passeggiare nel centro di Ferrara sarà un po’ come camminare sui ciottoli di Temple Bar, il quartiere più “musicale” di Dublino.
Edizione numero 31
«Abbiamo fatto 30, ora facciamo 31», afferma il direttore organizzativo Luigi Russo, per chiarire che si tratta dell’edizione numero 31. Un’ edizione che, accanto agli appuntamenti tradizionali che fanno da cornice al Festival, si arricchisce di alcune novità: tra queste, l’orario della manifestazione stessa, che sarà sempre dalle 18 alle 24, ad eccezione dell’ultima domenica che sarà dalle 17 alle 20.
Il cambio del puedes
Altra novità importante, l’assenza del Busker Garden, organizzato da Puedes, che si teneva nel sottomura, e che sarà trasferito nel cortile del Castello con esibizioni musicali e scenografie originali dalla mezzanotte in poi. Un altro cambiamento che rappresenta anche un’opportunità per gli amanti della musica, è dato dai Buskers Lab, “workshop gestiti da alcuni buskers per avvicinare gli adulti a tecniche e strumenti musicali poco comuni. I laboratori si terranno dal 23 al 26 agosto, in quattro luoghi diversi, il Palazzo dei Diamanti, il Teatro Comunale, la Biblioteca Ariostea, l’Officina Bottoni, e sono a numero chiuso e a prezzi agevolati”, come spiega Rebecca Bottoni, responsabile artisti accreditati. Per informazioni sui laboratori scrivere a www.ferrarabuskers.com/it/lab. Venti i gruppi musicali invitati, più di 300 le formazioni accreditate che daranno vita complessivamente a più di 100 spettacoli al giorno, e che si esibiscono senza cachet, vivendo della generosità di ferraresi e turisti. Un aspetto questo che gli organizzatori ci tengono a sottolineare; «è necessario recuperare quell’educazione per cui Ferrara era famosa, vale a dire lasciare qualche moneta nel cappello dei musicisti, che non ricevono alcun cachet», ricorda Rebecca Bottoni, mentre Luigi Russo fa notare come “«questo sia l’unico Buskers Festival in Italia in cui si cerca di essere filologicamente corretti con il significato del termine busker, che notoriamente vive solo della generosità del pubblico.” A proposito di solidarietà, anche quest’anno si rinnova la collaborazione con Ibo Italia, che tramite il suo presidente Alberto Osti, fa sapere che le libere offerte lasciate nel Grande Cappello saranno destinate al recupero della vecchia scuola Banzi, che diventerà sede nazionale Ibo.
Questione sicurezza
«Ferrara deve essere orgogliosa di questa manifestazione - ha concluso il sindaco Tagliani, “dato che è anche difficile organizzare simili eventi in molte città italiane per via della normativa Gabrielli. Ma questa manifestazione ha alle spalle un lavoro immenso di uffici, volontari, associazioni che sono riusciti a rendere credibile ala sicurezza un’attività così complessa.” Una preghiera ai ferraresi viene da Stefano Bottoni: «lasciare le bici ad almeno 50 metri fuori dal percorso artistico, altrimenti non se ne esce». —
Veronica Capucci
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