L’Imi ha licenziato un delegato sindacale. Scontro con la Fiom
«Riorganizzazione aziendale», ma il sindacato contesta. Sciopero e presidio di fronte all’Ispettorato del lavoro
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FERRARA. Uno scontro sul licenziamento di un lavoratore, che è anche delegato Fiom e rappresentante della sicurezza, solleva i veli sul momento di difficoltà che sta vivendo una delle fabbriche storiche di Ferrara, l’Industria meccanica italiana, conosciuta da tutti come Imi. Questa mattina in occasione del tentativo di conciliazione ci sarà un presidio del sindacato metalmeccanico di fronte all’Ispettorato al lavoro.
Riduzione di organico
La vertenza in questione riguarda un dipendente da 20 anni all’Imi, che venerdì scorso è stato convocato dalla direzione per la consegna della lettera di licenziamento individuale. La motivazione? «Riorganizzazione aziendale», a seguito del calo di fatturato degli ultimi due anni. Il licenziato era stato protagonista delle trattative che, con momenti di confronto anche duro, avevano fatto attivare via via la Cassa integrazione a zero ore, incentivi all’esodo volontario che hanno portato fuori dall’azienda produttrice di cuscinetti a sfera per automobili quattro lavoratori. Nel complesso l’organico è dimagrito di una decina di unità, attorno a quota settanta.
Sindacati e azienda
A fronte della «inaccettabile decisione assunta dall’azienda», è l’affondo della Fiom, vengono proclamate otto ore di sciopero per la giornata di oggi, con presidio a partire dalle 10 di fronte all’Ispettorato del lavoro di via Garibaldi. «Stiamo parlando di un solo licenziamento individuale su oltre settanta posizioni, che colpisce proprio la posizione lavorativa del nostro delegato sindacale - è la sottolineatura di Giovanni Verla, segretario provinciale Fiom Cgil - Teniamo conto che fino a questo momento non erano mai stati dichiarati esuberi, pur di fronte ad una riorganizzazione».
L’azienda non replica ufficialmente, tuttavia filtra la convinzione di aver agito in maniera lineare, nell’ambito di una riorganizzazione che prevede esuberi. Il nome del licenziato sarebbe uscito dall’applicazione dei parametri previsti in questi casi, cioè anzianità, carichi familiari e professionalità.
Il fatto che la persona in questione sia anche delegato sindacale sarebbe una coincidenza.
Bresciani
L’azienda di via Gessi ha già superato un momento di forte difficoltà una dozzina di anni fa, in anticipo rispetto alla grande crisi economica. Fa parte del gruppo bresciano Saleri, industriali di Lumezzane che hanno sempre cercato il dialogo con i sindacati. —
S.C.
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