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Ladri tra le tombe e tanta paura, donna derubata del portafogli

Margherita Goberti
Ladri tra le tombe e tanta paura, donna derubata del portafogli

Stava sostituendo l’acqua nei vasi di fiori, quando è tornata l’amara sorpresa. Preoccupazione tra chi frequenta tutti i giorni i vialetti del cimitero di Ferrara

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FERRARA. Andare in Certosa per portare un fiore ai propri defunti o riordinare la tomba, sta diventando pericoloso in quanto i furti ai visitatori, quasi sempre donne, si susseguono ad un ritmo sempre più frequente. L'ultimo ieri mattina intorno alle nove ai danni di una signora non ferrarese che si era recata per compiere i tradizionali riti.

ORA C'E' PAURA

Era uscita dalla celletta dove aveva lasciato per pochi attimi la borsetta, con portafoglio e cellulare, per sostituire l'acqua dei fiori. Ma quando è tornata ha fatto l'amara scoperta, cioè di non avere più né l'uno (il portafoglio) né l'altro (il cellulare), individuando, forse, in un giovane che scappava il presunto ladro. Amareggiata ed impaurita, ma anche arrabbiata per aver subito un furto così inaspettato e fatto con destrezza ed in tempi brevi, non potendo neppure telefonare per chiamare la polizia, ha trovato assistenza in un ambulante di fiori che ha provveduto lui ad avvisare le forze dell’ordine. Dopo pochissimo tempo, infatti, sono giunti i poliziotti a cui è stato raccontato il fatto, poliziotti che hanno invitato la signora a sporgere regolare denuncia. Quasi impossibile pensare di recuperare soldi e cellulare, mentre a chi, invece, viene sottratta la borsetta, spesso questa viene ritrovata, vuota, presso qualche cassonetto di una strada vicina alla Certosa. Come è accaduto ad un’anziana che l'ha ritrovata con dentro solo i documenti, (che comunque non è poco in quanto rifarli comporta una discreta spesa e molto tempo da perdere). Sistemi di video sorveglianza sembra che non ve ne siano, e del resto inutilmente abbiamo cercato di parlare con il direttore.

UNO SPAZIO VASTO

Del resto lo spazio della Certosa è molto vasto e ci vorrebbero diversi apparecchi per poter controllare di frequente i nastri delle registrazioni. Certamente, tuttavia, un luogo come la Certosa, silenzioso e solitamente poco frequentato, si presta a questi episodi dove ad essere prese di mira da giovani a piedi o in bicicletta sono persone deboli e spesso anziane che difficilmente possono inseguirli.

«So che ogni tanto si verificano questi furti - dichiara una signora abituale frequentatrice del camposanto - ed infatti io faccio come mi è stato consigliato, ovvero vengo con una piccola borsettina giusto per contenere le chiavi, il telefonino ed i soldi ma la tengo a tracolla e non la mollo mai».

PICCOLI ACCORGIMENTI ANTI VANDALI

«Ma ci sono anche altri spiacevoli episodi che non sono, diciamo, di moda, bensì accadono da sempre; mi riferisco - prosegue la stessa signora - al furto di fiori e di vasi che si trovano sulle tombe. Direi fatti ancor più incresciosi perché dimostrano grettezza, avarizia e non so cos'altro ancora. È molto più comodo prendere ad un morto il suo arredo floreale e metterlo al proprio defunto, per fare cosa? Bella figura di fronte agli altri visitatori? Mi sembra davvero un gesto grave e squallido, ma le assicuro che accade più spesso di quanto si possa pensare». Insomma la Certosa quasi come una giungla cittadina, piena di pericoli e dove bisogna avere mille occhi per difendere la propria borsa, i propri fiori ed i propri vasi. —

Margherita Goberti

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