Mesola-Goro, l’ipotesi fusione piace: «Passo necessario per i piccoli Comuni»
I capigruppo non cambiano idea dopo le dimissioni di Gatti. E c’è già chi pensa all’unione tra Codigoro e Lagosanto
MESOLA. Il punto, per sua stessa ammissione, che ha incrinato il rapporto tra l’ex assessore Michele Gatti, il quale mercoledì ha rimesso le proprie deleghe ad agricoltura, pesca, protezione civile ed associazionismo, al sindaco Gianni Padovani, è stato l’ipotesi di fusione tra i comuni di Mesola e Goro.
I disaccordi
Nel consiglio comunale di giugno, Gatti, unico in tutta l’assise, si era astenuto nella votazione sull’approvazione relativa allo studio di fattibilità della procedura. Compatto invece, anche trasversalmente a maggioranza e minoranza, il fronte favorevole alla fusione, espresso in quella seduta e ribadito ora dalle tre forze politiche presenti in consiglio.
Ipotesi fusione
Il sindaco, e non è certo un mistero, è favorevole a questo procedimento. Ed appunto lo è anche il capogruppo di maggioranza Dario Biolcati Rinaldi: «A mio avviso – dice – è un’opportunità per i nostri cittadini sia per ottenere dei finanziamenti sia per migliorare la gestione del territorio. D’accordo, sarà una strada difficile perché si tratterà di fondere due comunità diverse. Ma credo che il compito di noi amministratori sia quello di dare ai nostri cittadini la possibilità di scegliere ed è quello che faremo col referendum».
«Sono favorevole – gli fa eco il capogruppo di “Cambiamento e crescita”, Luciano Tancini – perché i piccoli Comuni non riusciranno più a garantire lo standard dei servizi richiesto dall’Europa e penso che l’inevitabile passo ancora successivo sarà l’ampliamento della fusione con Codigoro e Lagosanto». Lo schieramento “tripartisan” è poi concluso da Primo Marchetti, che guida l’altra forza di opposizione, “Creare Futuro”. «La ritengo un’importante occasione da cogliere – spiega Marchetti – per scongiurare il declino di questi paesi a patto che non ci sia l’ingerenza dei partiti e che la scelta sia demandata ai cittadini. Non ci devono essere ingerenze politiche in questa fase». Si attendono quindi le assemblee autunnali nelle varie frazioni, già annunciate in consiglio comunale, per spiegare alla popolazione del territorio gli aspit comporterà eventualmente questa rilevante trasformazione amministrativa.
Presenza in consiglio
Gatti si è dimesso da assessore ma non dal consiglio comunale, almeno per il momento. «Mi prenderò tempo per riflettere - aveva detto nei giorni scorsi - se le cose cambieranno e cercheremo di fare qualcosa di positivo insieme rimarrò, se invece dovrò solo alzare la mano su decisioni già prese, non vi starò». –
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