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in vista delle elezioni 

Spaccatura nel M5s Grilli Estensi contro Morghen: disgrega

S.C.
Spaccatura nel M5s Grilli Estensi contro Morghen: disgrega

Sotto attacco il progetto Laboratorio civico dell’ex candidata I grillini “storici”: c’è arroganza, nessun pubblico confronto

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La spaccatura era nell’aria da mesi, e si è concretizzata con una nota firmata «attivisti storici M5s - meetup Grilli Estensi», che si conclude così: «Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per il presente e il futuro del Movimento 5s a Ferrara». Nel mirino c’è Ilaria Morghen, già candidata sindaca nel 2014 e animatrice della lista Laboratorio civico, che guidata da Mauro Ballola e Paolo Pennini ambisce alla certificazione 2019.

Spaccatura totale

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono le dichiarazioni alla Nuova di Ballola e Pennini sulle candidature per le Comunali, oltre all’ipotesi di Morghen alle Regionali. «Quelli delle battaglie su acqua pubblica, inceneritore, finta geotermia, trivelle, sicurezza ecc. ecc. quelli dei V day e di 4 campagne elettorali con una collezione di ore ai banchetti, quelli che hanno scritto interrogazioni, interventi e mozioni collaborando con i consiglieri con i temi più svariati nei primi 3 anni di mandato, quelli non stanno in Laboratorio civico - sostengono i Grilli Estensi, tra i quali Silvia Mantovani e Maria Teresa Pistocchi - LC nasce da un progetto disgregante guidato dall’arroganza di alcuni e coltivati dall’ignavia di altri, dentro e fuori dal gruppo consiliare. La fantomatica lista è uscita ufficialmente dal cappello del tandem Morghen-Ballola la sera della festa per il risultato delle elezioni nazionali, a totale insaputa persino degli stessi consiglieri M5s presenti e di uno dei candidati di punta alle elezioni».

boicottaggio

Sono falliti i tentativi di «ripristinare una situazione di partecipazione allargata e trasparenza nella formazione della lista e nella stesura del programma», come pure «di riportare la signora Morghen (sempre assente) a pubblici confronti e rendicontazioni del proprio operato, assieme al gruppo consiliare, com’è stato nei primi anni di mandato». In quest’ambito «brilla all’isolamento, fino al limite del boicottaggio, di consiglieri non allineati in perenne affanno, alla ricerca di punti fermi e di condivisione di una linea politica». A rischio a questo punto c’è l’unitarietà M5s e la stessa concessione del simbolo.

S.C.

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