Raid punitivo in centro con spranghe di ferro. Due nigeriani arrestati
L’allarme alle 3.30 dai cittadini impauriti tra Bersaglieri del Po e via Voltapaletto. I giovani fermati aggrediscono i carabinieri di pattuglia: per loro oggi il processo
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FERRARA. Tutto in piena notte, alle 3.30. Tutto in pieno centro, l’allarme dei cittadini tra Bersaglieri del Po e via Voltapaletto e poi l’arresto di due nigeriani tra via Coramari e Corso Giovecca. Tutto per colpa di due giovani nigeriani che si aggiravano armati di spranghe di ferro di oltre un metro e di un cacciavite affilato. E’ stata un’altra notte di tensione in città, questa volta però niente sangue, ma le botte sì, quelle che i due nigeriani hanno riservato ai carabinieri di due pattuglie, intervenute, e per questa loro reazione sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale.
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Tutti e due clandestini in città
Si tratta di due cittadini nigeriani, il più vecchio di 28 anni, Ahmed Sani e Hassan Braimah, 24enne, entrambi irregolari in Italia, senza una abitazione ufficiale e soprattutto che arrivano a Ferrara da altre città (vedi, scheda qui sotto), segnale ennesimo di un pendolarismo accentuato nella comunità nigeriana italiana. Uno dei due, guarda caso, il più giovane è lo stesso che era rimasto vittima lunedì sera in un altro regolamento di conti in Corso Giovecca: ferito e trasportato al Sant’Anna, era stato medicato e dimesso e ha ripreso la notte scorsa ciò che - probabilmente - era rimasto incompiuto, un’altra spedizione punitiva. Quella appunto della notte appena passata. Una spedizione punitiva da parte di un gruppo di persone, a caccia di altri, la dinamica della guerra tra bande che è in corso in questi ultimi giorni: non a caso la segnalazione che arriva alla centrale dei carabinieri, poco dopo le 3 di notte, dai cittadini del centro, segnala la presenza di ben 4 persone, armate, che fanno paura.
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Due pattuglie dei carabinieri, una del Nucleo Radiomobile e l’altra della Stazione di Ferrara, arrivano subito in centro, e qui si trovano faccia a faccia, però, solo con due persone armate di spranghe. I due alla vista dei carabinieri cercano di allontanarsi, vengono intercettati tra via Coramari e Corso Giovecca.
Il primo non ci pensa un attimo e usa come una clava la spranga contro i carabinieri (finiranno in ospedale refertati con 7 giorni di prognosi). I carabinieri per difendersi e convincere il loro aggressore a lasciar perdere, usano i tonfa (i manganelli in dotazione). L’altro ragazzo (il ferito di Giovecca) si nasconde sotto una macchina, viene fatto uscire e con l’altra spranga tenta di colpire i militari, poi ci prova con calci e pugni. E scattano le manette. Ora i due sono in stato di arresto in camera di sicurezza nella caserma di via del Campo per resistenza, minacce, lesioni e porto di oggetti atti ad offendere.
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Oggi il processo per direttissima
E dovranno presentarsi in tribunale ed essere processati per direttissima: l’udienza è fissata per questa mattina e i magistrati dovranno valutare che tipo di misura cautelare decidere oltre la condanna. Al di là della conclusione giudiziaria, le indagini non si concludono certamente con il processo: l’episodio è ritenuto grave quanto gli altri fatti di sangue che si stano ripetendo, e come hanno spiegato i carabinieri (i comandanti di Compagnia, Nucleo Radiomobile e Stazione Ferrara, Di Noia, Carrassi e Del Tufo) si stanno raccogliendo riscontri per valutare collegamenti: «Certo è che arriveremo fin in fondo». —
Daniele Predieri
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