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La preoccupazione di Zaramella portavoce dell’associazione Risse e spaccio continuano. E intanto il valore delle case è crollato 

«La guerra tra bande ucciderà il quartiere Gad» Il grido di allarme del comitato “2013”

di Marcello Pulidori
«La guerra tra bande ucciderà il quartiere Gad» Il grido di allarme del comitato “2013”

la tersimonianzadi Marcello PulidoriAita al 17º piano della torre A del Grattacielo, Roberto Zaramella. È il presidente del comitato “2013” sorto per porre un argine all’orrore e al male che da anni...

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la tersimonianza

di Marcello Pulidori

Aita al 17º piano della torre A del Grattacielo, Roberto Zaramella. È il presidente del comitato “2013” sorto per porre un argine all’orrore e al male che da anni abitano in questo quartiere. L’ultima “perla” è vecchia solo di qualche giorno: lunedì scorso, il tentato di omicidio di via Morata. Chiediamo: ma è possibile vivere, costantemente, nella paura? «La risposta sensata sarebbe no - inizia Zaramella - ma qui, sa, non ci sono tante alternative. E a protestare non siamo soltanto noi italiani. Protestano le badanti ucraine che hanno paura al pari nostro, protestano i cinesi che qui lavorano». Zaramella si ferma e ci mostra un atto della Giunta Comunale: «Lo legga - ci invita (cosa già fatta in precedenza) - , tra le righe si nota chiarissima la precisa volontà del Comune di abbattere, prima o poi, il “complesso residenziale Grattacielo”».

solo una profezia?

Solo una profezia, quella del primo rappresentante del comitato? Il sindaco Tiziano Tagliani, per la verità, nel corso dell’ultima assemblea di condominio svolta all’Urban Center, ha affermato pubblicamente che se saranno effettuati i lavori di messi in sicurezza previsti, lui, il sindaco, quella lettera (che è poi una ordinanza), quella che assegna 120 giorni per lo svolgimento dei lavori pena la immediata dichiarazione di inagibilità del Grattacielo, è disponibile a cestinarla. Testuali parole. «Ho capito - risponde Zaramella - . Ma ho sentito personaggi autorevoli parlare di altri progetti: qualcuno vorrebbe trasferire qui la sede di Hera (attualmente in via Diana, ndr). Ed ho sentito anche la proposta di abbattere il Grattacielo per costruire un parcheggio a piani».

case a diecimila euro

Case a diecimila. Settantacinque/ottanta metri quadri. Ben tenute, come è quella, ad esempio, di Zaramella. Appartamenti che non si riescono a vendere nemmeno a cifre così contenute. Perché? «Ma chi è il matto che viene a fare un investimento qui - prosegue Zaramella - , tra accoltellamenti, tentati omicidi, risse, spaccio, chi mai vorrà ad abitare in questo quartiere». Poi un altro pensiero al primo cittadino: «Conosco Tagliani, è persona di grande sensibilità. Ma il Comune ha sottovalutato il fenomeno. Ed ecco dove è arrivata la criminalità. La violenza produrrà altre tragedie. Spero di sbagliarmi».

l’arroganza dei criminali

«Loro, le persone, anche italiane, che spacciano, fanno violenze, picchiano - prosegue Zaramella - diventano più arroganti. Noi ogni giorno più deboli». Se ne parla ormai da anni: e i rimedi? Davvero basterà abbattere (eventualmente) il Grattacielo per guarire questi mali? —

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