Gad, ancora tensione Lite con urla e minacce E spunta un bastone
Il diverbio sotto gli occhi dei residenti ormai esasperati Quattro auto di Polizia e Carabinieri, un denunciato
Prima le urla, poi spunta un bastone, in pieno giorno, ore 9.30 del mattino nei giardini di piazzetta Toti. Parte l’allarme dalle persone che si trovano nel parco sgambamento cani e arriva la “cavalleria”: due auto della Polizia, prima, e poi altre due dei carabinieri. Alla fine in questura vengono portate due persone: una viene denunciata d’ufficio per minacce aggravate. E tutto finisce qui.
La contesa per la fidanzata
Non è una rissa (vocabolario Treccani e codice penale, dicono) ma un diverbio tra due ragazzi di colore, per motivi privati - la ricostruzione dei testimoni diretti e non dai balconi -, la contesa della fidanzata di uno dei due. Ma bastano urla e altro per trasformarlo nell’ennesimo caso di ordine pubblico, di criminalità, di regolamenti di conti o contrasti per la spartizione del mercato dello spaccio. I testimoni del quartiere, dall’alto delle loro case vedono ma forse interpretano la presenza di altri, rispetto ai due, come coinvolti. In realtà sono i testimoni diretti, uno è il presidente dell’associazione nigeriani, Kelvin Jacob, che era per caso al bar in piazza Castellina che poi farà da paciere e quindi da testimone, chiamato e preso a verbale in questura. Ed è qui che tutto viene ridimensionato.
Nei guai per minacce aggravate
Alla fine il ragazzo col bastone to cani viene denunciato per minacce aggravate (reato per cui si prosegue d’ufficio): questa la conclusione di un fatto che ha visto grande spiegamento di forze, segnale dell’attenzione da parte delle forze dell’ordine e dell’esasperazione in Gad: basta poco o nulla per far scattare l’allarme.
La ricostruzione fornita spiega che i due avrebbero cominciato a litigare nei portici del bar Fiorella. Contesa sentimentale: uno dei due avrebbe chiamato la fidanzata dell’altro. E questi gli avrebbe chiesto conto. Da qui prima urla, strattonamenti, una maglietta rotta. E poi la scena si trasferisce un centinaio di metri più in là, prima in piazzetta Castellina e poi nel parchetto Toti. Dove dopo l’allarme arrivano i “nostri” (due volanti e due gazzelle dei carabinieri), fermano i litiganti, sequestrano l’arma sotto gli occhi degli abitanti ormai esasperati. —
D.P.
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