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allarme ludopatia 

La febbre del gioco In sei mesi bruciati 200 milioni di euro

Daniele Predieri
La febbre del gioco In sei mesi bruciati 200 milioni di euro

I soldi spesi in provincia nel 2017 secondo l’Agenzia Dogane La Polizia potenzia controlli ai locali e la nuova legge è ferma

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Anche il Gratta e vinci, le puntate al Lotto ed Enalotto e tante, tantissime giocate alle Slotmachine e videolottery: soldi, tantissimi soldi per 207 milioni di euro, spesi in provincia nel primo semestre 2017, secondo i dati elaborati da Infodata/Sole 24ore sui numeri forniti dall’Agenzia Dogane e Monopoli.

In tutta Italia sono 37 miliardi

Numeri certi, perchè soldi incassati dallo Stato, in tutta Italia, per una cifra vertiginosa di 37 miliardi di euro, per dare una indicazione del Grande affare che si nasconde e di pari passo la portata del problema sociale e sanitario innescato dalla “ludopatia”, ormai riconosciuta come malattia da fronteggiare, con ogni mezzo. A render ancor più importanti i numeri elaborati il fatto che la cifra indicata rappresenta la spesa per il gioco ma anche quello delle vincite ripuntate: ad esempio se si acquista un Gratta& vinci per un euro e si vince altrettanto, subito il giocatore lo reinveste in una spirale senza fine: è la ludopatia della porta accanto. Da affrontare con ogni mezzo: a Ferrara dove da una decina d’anni esiste un ufficio al Sert (oggi denominato Serd, dipendenze patologiche) spiegano si sta correndo ai ripari (vedi scheda).

A Comacchio il primato”negativo”

Si corre ai ripari perchè i numeri della provincia, già conosciuti, continuano ad allarmare: a Comacchio, che ha il primato (negativo), si spende procapite (spesa di 33 milioni divisa x abitanti) la cifra di 1.444 euro per il gioco. A Cento, che segue sul podio, si spendono 32milioni e mezzo, ogni centese sborsa 914.49 euro. A Ferrara spesa globale 69milioni che frazionata porta a 524.24 euro a testa. Numeri che fanno alzare la febbre del gioco.

La legge c’è ma va applicata

E portano la questura cittadina (in questi giorni la nomina delle nuove dirigenti al vertice, Emanuela Napoli alla Polizia amministrativa che controlla i locali e Luciano Fusco, capo di Gabinetto, nelle foto a fianco) a potenziare i controlli sui locali: per far rispettare le norme della legge regionale. Che però necessita regolamenti di attuazione, demandati ai Comuni: Ferrara come tanti altri Comuni, conferma l’assessore Chiara Sapigni «è un po’ in ritardo», non ha ancora emanato tutte le disposizioni da imporre ai locali (distanze, sanzioni). Ma lo farà a breve.

Daniele Predieri

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