Decreto salvarisparmi Si cercano 400 milioni per gli Azzerati Carife
Il Fondo per i rimborsi verrà allargato, promette il Governo Dopo le pressioni dei risparmiatori, si chiude entro ottobre
Eppur si muove qualcosa, sotto la pressione degli Azzerati di Carife e di quelli di mezza Italia, delle altre banche coinvolte nei vari crac. Il decreto “Salva risparmio” varato dal Governo Gentiloni riparte, dopo le promesse del premier Conte e dopo gli incontri degli Azzerati, a Roma, con i sottosegretari del Mef.
Verso quota 500 milioni
Perché sotto l’egida del nuovo governo, la promessa è quella di allargare il più possibile il raggio d’azione del Fondo per i rimborsi, fondo che dovrebbero passare dai 100 milioni attuali decisi con l’ultima legge di bilancio fino ai 500 milioni. Per attrarre così il maggiori numero di azionisti beffati di vari crac. A dire il vero questa è l’intenzione, perché i soldi che mancano vanno trovati, altri 400 milioni per dare la possibilità a tutte le migliaia di azionisti, non solo di Carife ma anche a tutti i risparmiatori colpiti dalle crisi delle banche venete e dagli altri istituti finiti nel Salvabanche (Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti) di poter accedere al Fondo. Che ricordiamo venne deciso nella manovra 2018, con un emendamento votato allora anche dall’opposizione, e si decise di mettere a disposizione 100 milioni di euro in quattro anni.
Entro ottobre decreto da approvare
Un fondo su cui lo stesso governo Gentiloni si era detto consapevole essere limitato, e che le risorse «solo necessarie per partire, ma non sufficienti per completare l’opera». Ma da allora, il decreto si bloccò: gli stessi Azzerati Carife, a Ferrara, nella protesta davanti all’aula del processo per il crac-aumento di capitale, lo hanno sempre ricordato: «bisogna far ripartire il decreto coi regolamenti di attuazione». Lo stallo del passaggio tra vecchio e nuovo governo amplificò il ritardo sul decreto. Che adesso, finalmente riparte. La prossima tappa sarà a settembre alla Camera dei deputati, per l’esame del decreto, dopo l’ emendamento passato al Senato nei giorni scorsi, presentato anche dalla senatrice Pd, Paola Boldrini. Mentre entro il 31 ottobre, questa la data finale, il Governo Conte dovrà emanare i decreti attuativi, indicare il tesoretto del Fondo e indicare chi e come possa accedere ai rimborsi. —
D.P.
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