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È caccia ai pescatori di frodo Ricerche allargate in provincia

Davide Bonesi
È caccia ai pescatori di frodo Ricerche allargate in provincia

Coinvolto anche il nucleo investigativo dei carabinieri del comando di Ferrara I colpi sparati da un militare del corpo forestale non sarebbero andati a segno

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Le indagini sono state affidate anche al Nucleo investigativo del comando carabinieri di Ferrara, ma ancora non hanno dato risultati. Continuano controlli e ricerche nel Ferrarese dei due pescatori di frodo e del loro complice che giovedì all’alba, su una strada golenale del fiume Reno che porta in via Rotta Martinella ad Anita, scoperti dai carabinieri forestali mentre pescavano abusivamente sul fiume si sono dati alla fuga, cercando di investire uno dei militari, che ha sparato all’auto in fuga. Immediate le ricerche in zona ed anche negli ospedali per eventuali feriti.



Già ieri mattina i carabinieri intervenuti, oltre ad effettuare un posto di blocco su via Rotta Martinella, hanno operato un primo controllo all’interno di un’abitazione che si trova sulla strada, per cercare possibili collegamenti con i bracconieri in fuga. Episodio che ha ricordato a quanti vivono in zona le ricerche effettuate nel 2017 per Igor. L’operazione antibracconaggio ittico messa in atto nella notte fra mercoledì e giovedì aveva visto coinvolti i carabinieri forestali di tre reparti (Soarda, Nucleo tutela e biodiversità di Casalborsetti e di Bagnacavallo), ma a loro supporto sono arrivati anche i militari del nucleo investigativo del comando di Ferrara. E visto che l’episodio è avvenuto nella nostra provincia, ora è passato di competenza alla Procura di Ferrara.



Le ricerche si sono finora dipanate su due fronti: individuare l’automobile usata dai bracconieri per la fuga, scoprire se i colpi sparati dal carabiniere forestale sono andati a segno. Ma in entrambi i casi, finora, non vi sono stati sviluppi e secondo le forze dell’ordine è certo che nessun colpo di pistola sparato dal militare è andato a segno. Di certo, non è il primo caso di pescatori di frodo nel Parco del Delta e, nello specifico, sul fiume Reno che divide le province di Ferrara, Bologna e Ravenna.



Come avviene anche nel nostro territorio provinciale, non potendo effettuare controlli quotidiani, sia i carabinieri forestali che la polizia provinciale (coadiuvata dai vari corpi volontari che operano in questo campo) predispongono dei servizi specifici antibracconaggio, non solo ittico. Relativamente alla pesca di frodo, i carabinieri forestali della provincia di Ravenna hanno iniziato lo scorso mese di giugno un programma intenso di controlli i quali - come nel caso di mercoledì notte ad Anita - finiscono spesso per toccare anche il nostro territorio provinciale. Il bilancio finora parla di quintali di pesce, reti da posta e altri attrezzi usati dai bracconieri recuperati, ma quello di giovedì all’alba è stato un episodio anomalo, con una reazione violenta che ha spinto il carabiniere a sparare e poteva finire in tragedia, per del pesce. —



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