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Un 53enne berrese dopo due mesi di attesa è ancora senza un tetto «Acer sapeva della mia situazione: mi arrangio con ripari di fortuna» 

Invalido in carrozzina non può entrare in casa «Fermato dai gradini»

Davide Bonesi
Invalido in carrozzina non può entrare in casa «Fermato dai gradini»

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la storia

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Forse la sua condotta non è stata esemplare in questi ultimi mesi, con l’interruzione forzato del percorso di recupero alla Casa di riposo “Capatti” di Serravalle e una denuncia per violazione di domicilio (senza un tetto sopra la testa ha tentato di introdursi nella sua vecchia casa, ora abitata da altre persone). Ma resta il fatto che al 53enne invalido berrese Roberto Tagliatti è stato assegnato da parte di Acer un appartamento, che però è irraggiungibile per chi come lui è costretto a vivere su una carrozzina.

l’odissea

Nella vita Tagliatti ha svolto diversi lavori, tentato avventure imprenditoriali finite non benissimo, per poi ritrovarsi a specializzarsi in impianti elettrici e manutenzioni, fino a quell’intervento che lo riduce in coma e al risveglio la sorpresa di non poter utilizzare le gambe. Da lì inizia la dura riabilitazione, con ripercussioni nella vita quotidiana. Negli ultimi mesi il 53enne berrese si ritrova ad essere seguito nella Casa di riposo di Serravalle, dove continuano i problemi e le difficoltà di vita quotidiana.

Nel frattempo, Tagliatti presenta domanda all’Acer per una sistemazione d’emergenza, domanda accolta in tempi rapidi, tanto che il 7 giugno gli viene assegnato un appartamento in via Ugo La Malfa 9, a Serravalle.

nuovi guai

Peccato che pur a conoscenza dei problemi di mobilità del 53enne, Acer lunedì scorso gli ha consegnato le chiavi di quello che doveva essere un appartamento al piano terra (per la precisione doveva avere due soli gradini) ma che, invece, si rivela essere un piano rialzato con sei gradini all’ingresso, ostacolo insuperabile per chi come lui è in carrozzina.

«In realtà con tanta fatica - racconta Roberto - potrei superare i gradini, ma avrei sempre il problema della carrozzina da portare su e giù. E così sono ancora costretto a dormire in situazioni di fortuna, come ho fatto da ormai due mesi a questa parte, da quando non sono più nella casa di riposo. Non è possibile, sapevano della mia situazione, eppure mi ritrovo a dormire ancora fuori pur avendo già la residenza a Serravalle, tanto che i vigili urbani presto passeranno per il controllo di routine».

le alternative

L’appartamento in via La Malfa è stato assegnato provvisoriamente per sei mesi. La verifica effettuata da un’impresa edile mercoledì ha accertato che non sono possibili rampe in legno o muratura, per cui l’unica soluzione è un montascale per disabili. «Sono disposto a pagarlo - dice Roberto -, ma non so se mi sarà permesso. Intanto, mi rimandano da un ufficio all’altro e i giorni passano».

Ieri, però, Tagliatti era atteso all’Ufficio casa (area welfare) dell’Unione dei Comuni, dove avrebbe dovuto parlare per trovare una soluzione. «E non si è presentato. Abbiamo cercato di trovare una soluzione in tempi rapidissimi - la risposta di Acer -, purtroppo non vi erano altri appartamenti a disposizione. L’ipotesi montascale non spetterà a noi ma ai servizi sociali». —

Davide Bonesi

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