West Nile, la moglie di una delle due vittime: non sappiamo dove e quando è stato punto
Ferrara, dopo il 77enne di Cento, tra i primi casi in Italia, la puntura della zanzara è risultata letale per due pazienti di 69 e 86 anni morti all'ospedale Sant'Anna il 9 agosto scorso
FERRARA. Il pizzicotto delle zanzare ha ucciso altre due volte in provincia di Ferrara facendo salire a tre la conta delle vittime in meno di due settimane. Dopo Paolo Bonazzi, 77 anni, di Cento, deceduto per le complicanze indotte dalla forma più pericolosa della malattia, quella neuroinvasiva, il virus ha contagiato altri due uomini di 69 e 86 anni le cui condizioni di salute sono precipitate nel giro di pochi giorni. Enzo Bonaccorsi, 69 anni, abitava in una frazione di Ferrara, San Bartolomeo in Bosco, Gualtiero Ferraresi, 86 anni, in un quartiere a ridosso del centro storico estense, in zona Giardino.
I due pazienti non si conoscevano e non frequentavano gli stessi luoghi. L’Asl, in un dispaccio inviato ieri nelle redazioni e pubblicato in rete, evidenzia che «entrambi erano affetti da patologie cardio-vascolari ed erano stati ricoverati in ospedale, al Sant’Anna di Ferrara, rispettivamente il 30 e 31 luglio scorsi».
Valeria, la moglie di Enzo Bonaccorsi, conferma che il marito aveva qualche problema di salute. «Ma non sappiamo dove e quando Enzo è stato punto - racconta - Abitiamo in un paese circondato dalla campagna, facevamo qualche passeggiata. Alla fine di luglio è arrivata la febbre, molto alta. Pensavamo a una forma passeggera. Al secondo-terzo giorno di antibiotici abbiamo capito che c’era qualcos’altro: la febbre persisteva. In ospedale sono state disposte varie consulenze specialistiche e i test hanno confermato che si trattava della forma più aggressiva della West Nile». L’evoluzione in meningo-encefalite si registra in un numero molto limitato di casi all’interno dei quali l’esito più infausto colpisce un paziente ogni cinque, spiega l’infettivologo e direttore sanitario dell’Avis provinciale, Florio Ghinelli.
L’Asl ricorda «che la trasmissione del virus è legata alla presenza del vettore costituito dalla zanzara del genere Culex, la zanzara comune, da sempre molto diffusa nel Ferrarese». La puntura della zanzara infetta può passare inosservata, a parte il fastidio causato dal prurito: l’assenza di sintomi si osserva infatti nell’80% dei casi, nelle forme lievi il paziente può presentare febbre con cefalea, dolori muscolari, anche eruzioni cutanee.
In una percentuale minima (meno del’1%) il quadro della malattia può essere particolarmente grave «per l’insorgenza di manifestazioni neuro invasive, specie in soggetti anziani o debilitati da altre patologie croniche», ricorda l’azienda sanitaria. In provincia di Ferrara i casi di malattia neuro invasiva sono ad oggi sei: tre pazienti sono tuttora ricoverati.
L’evoluzione della situazione epidemiologica viene seguita dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl, diretto da Giuseppe Cosenza. «Quest’anno - spiega il dirigente - la stagione ha presentato due aspetti che possono essere considerati significativi in una fase che inizia a presentare un bilancio importante: l’infezione sull’uomo si è presentata con un certo anticipo e la stagione è stata meno secca di altre recenti, favorendo la diffusione dell’insetto». Dal 15 giugno scorso in Emilia Romagna è attivo il sistema regionale di sorveglianza delle arbovirosi che prevede la sorveglianza integrata (entomologica, veterinaria e umana) per il rilevamento precoce della circolazione del virus West Nile tramite cattura di uccelli e zanzare per la ricerca del microrganismo patogeno, aggiunge l’Asl. Un’attività che «conferma una diffusa presenza del virus anche in questa provincia».
Oltre agli interventi di lotta contro le zanzare attuati dai Comuni l’azienda sanitaria locale «rinnova l’invito ad adottare una serie di precauzioni per tutelarsi dalle punture delle zanzare: all’aperto, in zone ricche di vegetazione, vestirsi con abiti di colore chiaro, indossare pantaloni lunghi, capi di abbigliamento a maniche lunghe e non utilizzare profumi. Per proteggersi dalle punture è consigliabile usare repellenti sulla pelle e sugli abiti (con cautela per i bambini e per le donne incinte)». —
Gi.Ca..
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