L’amore per il figlio autistico porta papà Valentino in marcia
la storiamesolaUna marcia di quattrocento chilometri per accendere l’attenzione sul fenomeno dell’autismo. È quello che Valentino Gregoris di San Vito al Tagliamento (Pordenone), padre di un figlio...
la storia
mesola
Una marcia di quattrocento chilometri per accendere l’attenzione sul fenomeno dell’autismo. È quello che Valentino Gregoris di San Vito al Tagliamento (Pordenone), padre di un figlio 17enne autistico, ha deciso di compiere. È partito dal paese friulano alle 5 del 1° agosto e punta a raggiungere Assisi entro il 14. In questa impresa, Valentino è accompagnato a rotazione da altri camminatori. Nei giorni scorsi la tappa è stata la Mesola-Lido degli Scacchi di 28 km con partenza alle 6 ed arrivo alle 14.
l’incontro in municipio
Questi coraggiosi e motivati “Forrest Gump” friulani sono stati ricevuti nella sala consiliare del municipio, dopo avere percorso 10 ore sotto il solleone, dal sindaco Gianni Padovani e dall’associazione locale “Più Felici” che si occupa di ragazzi speciali.
«Ricevere queste persone – ha detto il primo cittadino di Mesola – è un motivo di grande spessore morale ed interesse». «L’iniziativa di Valentino è eccezionale – ha affermato Maronese, assessore del comune pordenonese – e lo scopo è di sensibilizzare la gente su questa causa. Quello delle persone autistiche non è un “sottomondo”: aiutarle è alla nostra portata, hanno bisogno di solidarietà e non di pietà».
le testimonianze
«Siamo nati nel 2016 – ha spiegato Silvia Dal Passo, presidente dell’associazione “Più Felici” – anche per arrivare dove le istituzioni non arrivano e realizziamo attività per ragazzi autistici, down e con ritardo mentale; quest’anno abbiamo fatto 12 giorni di campus estivo, sei mesi di laboratorio di cucina e progetti di musicoterapia e laboratori creativi».
In una sala emotivamente coinvolta, è stato Valentino a ricordare il delicato tema del “dopo di noi” cioè l’assistenza a questi ragazzi dopo la scomparsa dei parenti. “Abbiamo bisogno che le istituzioni ci ascoltino – ha detto l’eroico camminatore –, dobbiamo conoscerci e fare rete. Dopo il percorso scolastico questi ragazzi hanno ancora dei bisogni». —
Lorenzo Gatti
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google