La Nuova Ferrara

Ferrara

BONDENO

Punto dalle vespe, muore nei campi

Alessandra Mura
Punto dalle vespe, muore nei campi

L’uomo ha chiamato subito i soccorsi e ha preso i medicinali anti choc-anafilattico, ma è stato tutto inutile: stroncato da una reazione allergica

3 MINUTI DI LETTURA





BONDENO. Era un pezzo d’uomo, Arrigo Poletti, un lavoratore indefesso capace di trascorrere dieci ore nei campi, senza stancarsi mai. A spegnere in pochi istanti la sua vita, ieri mattina in un appezzamento dell’azienda agricola Belluti, a Ponti Spagna, sono state un paio di piccole vespe, a cui “Fedo” era allergico. Due punture hanno scatenato una reazione anafilattica violenta a cui Poletti non è sopravvissuto.

Il farmaco non è bastato. Erano circa le 9 di ieri mattina e Poletti, 54 anni, era intento a lavorare in un campo di pomodori del fondo Ca’ Bianca in via Anima Condotti 399, quando è stato punto dalle vespe. Sapeva benissimo di essere allergico, anzi già alcuni anni fa aveva rischiato di morire per lo stesso motivo, ed era stato salvato dall’intervento dell’emergenza sanitaria. Da allora portava sempre con sé un farmaco per contrastare la reazione allergica. Confezioni di pasticche, perché “Fedo” proprio non sopportava gli aghi. Così ieri, non appena è stato punto dai tanto temuti insetti, ha subito chiamato il 118 e ha avvisato il collega che si trovava a poca distanza su un furgone, che è accorso con il medicinale.

Un paio di pastiglie, e la crisi sembrava essere scongiurata. Poco dopo però Poletti ha cominciato a sentirsi male, ha preso una terza pasticca e infine è collassato mentre l’ambulanza cercava di raggiungere il posto, un po’ sperduto nella vasta campagna fra strade sterrate. Le condizioni di “Fedo”, intanto, precipitavano drammaticamente. Da Bologna si è alzato in volo l’elisoccorso, ma all’arrivo dell’eliambulanza la situazione era già oltre il punto di non ritorno. «Abbiamo visto arrivare l’elicottero - riferisce Giannino Berti, dipendente dell’azienda agricola Carli che si trova accanto alla Belluti - Sono rimasti almeno un’ora e mezza, tentando di rianimare “Fedo”, ma non c’è stato niente da fare. Non lo hanno nemmeno portato all’ospedale, perché è morto là, in mezzo a quel campo. Ci dispiace tanto, Arrigo era una brava persona, un gran lavoratore e un amico».

L’ultima gioia con gli amici. “Fedo” lascia la compagna Monica e la figlia di quattordici anni, oltre all’anziana mamma e una sorella. Viveva a Settepolesini, ma era molto conosciuto in tutto il territorio di Bondeno, e soprattutto a Scortichino, dove frequentava il bar Mister gestito da Claudio Poletti, storico allenatore di calcio e suo cugino di secondo grado. «Non posso crederci, solo ieri (domenica) “Fedo” era qui con noi, felicissimo per una paga particolarmente generosa che aveva ricevuto, tanto che ha offerto da bere a tutti. Era un gran lavoratore, qui veniva solo a mezzogiorno, alla sera era difficile vederlo fuori, se ne stava in casa, con la sua famiglia, perché doveva alzarsi presto per andare in campagna. Aveva lavorato per diverse aziende agricole e da qualche tempo era impiegato alla Belluti. Era impossibile non affezionarsi a “Fedo”, perché era di quei personaggi che fanno un po’ la storia di un paese, con le sue vicende, il suo modo di scherzare e di essere sempre allegro e di compagnia».

Aveva già rischiato di morire. Per due volte era stato sfiorato dalla morte, e per due volte “Fedo” aveva avuto la meglio. Dopo la prima puntura di vespe aveva evitato per un soffio lo choc anafilattico; ma tempo prima era rimasto coinvolto in un brutto incidente in campagna: si era ferito con un attrezzo agricolo e portava ancora in viso le tracce di quell’infortunio. Due piccole, ma micidiali vespe, questa volta non gli hanno lasciato scampo.

Alessandra Mura. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google