Addio al volontario morto in un incidente «Lui c’era sempre»
Commozione per l’ultimo saluto al 57enne operaio Italtom Il cordoglio dell’associazione Valle Pega alla famiglia
CAMPOTTO
La piccola chiesa di Campotto ha accolto ieri pomeriggio il cuore grande della gente di questo paese. Persone che non hanno voluto mancare al funerale di Enrico Strollo, il 57enne che ha vissuto per tanti anni a Campotto e che è deceduto una settimana fa in un incidente stradale lungo la via Cascine, a San Biagio.
lo schianto
Strollo era appena smontato dal turno di notte effettuato all’Italtom (ex Ferrara Food), la “fabbrica” che lavora il pomodoro nella zona industriale nord di Argenta. Un lavoro che Enrico stava cercando da tempo e che finalmente aveva trovato.
Erano da poco passate le 6 quando l’uomo era salito sulla sua auto e se ne stava tornando nella piccola casa di via Fiume Vecchio a Filo di Alfonsine quando, lungo un rettilineo è uscito di strada probabilmente per un malore o per un colpo di sonno ed è deceduto.
vicini alla famiglia
Ieri si sono svolti i funerali e la gente di Campotto si è stretta a fianco della moglie Rosaria e della figlia Liliana, fortemente provata per la perdita del padre e che ha trovato conforto nell’abbraccio fraterno di amici e parenti.
C’erano anche loro, i volontari della pubblica assistenza “Valle Pega” con in testa il presidente Bruno Folletti. «Come ho già detto - precisa il presidente di Valle Pega - Enrico era uno di noi, un volontario che non si tirava mai indietro. Per qualsiasi esigenza lui c’era e in questi ultimi giorni, avendo trovato da lavorare, era un’altra persona. Purtroppo è capitato quel che non doveva capitare e mi dispiace perché era un volontario sul quale si poteva contare». Enrico Strollo, era in effetti uno di loro e per questo Doriano, Sabrina, Marco, Adriano, Martina, Domenico, Roberto, Luca, Valentina e Angelino, hanno voluto essere presenti all’estremo saluto per dimostrare, ancora una volta, la stima e l’affetto che nutrivano per l’amico.
le parole del sacerdote
Don Maurizio Venturini, oltre a ricordare il significato della comunione e di come va vissuta oggi la messa, ha sottolineato come anche il funerale sia uno dei modi per entrare in sintonia con Dio. «La morte non ci consente di vedere aldilà ma è un unione perfetta con Dio stesso», ha concluso il sacerdote.
Al termine del rito, un piccolo corteo ha accompagnato le spoglie di Enrico Strollo nel vicino cimitero per la sepoltura. —
G.C.
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