Per l’edificio abbandonato c’è il richiamo del parroco
Don Marco Ceccarelli: «Ho sollecitato la proprietà, serve intervenire subito» Intanto emergono ritardi sui lavori post sisma alla chiesa: slitterà la riapertura
RENO CENTESE
«Anche come parrocchia, e da me personalmente, è stata segnalata la pericolosità e la necessità di interventi sull’immobile in centro a Reno Centese, in gravi condizioni e da tempo in stato di abbandono».
Pur non essendo di competenza della parrocchia di Sant’Anna, il parroco don Marco Ceccarelli ha a più riprese chiesto alla proprietà (l’Istituto Diocesano per il sostentamento del Clero di Bologna) di prendere in mano «una situazione evidente ed oggettiva. Sono comprensibile – prosegue il parroco – le preoccupazioni della famiglia che abita di fronte, ma la vicenda è complessa. Anche la parrocchia, seppur estranea, ha fatto quanto è possibile, perché è necessario intervenire».
urgente una soluzione
Un problema che riguarda la sicurezza e l’incolumità pubblica, visto che l’edificio, inagibile dal 2012 e rinchiuso in zona rossa, ha la transennatura aderente al muro perimetrale e posizionata sul marciapiede. «Nel caso dovessero cadere tegole dal tetto – avevano detto i residenti Mariella Govoni e Tiziano Pirani – potrebbero colpire qualsiasi persona o mezzo che in quel momento si trova a passare in via Chiesa». Poi la questione di igiene e salubrità, visto che l’area «è invasa di piccioni e topi».
Ieri, intanto, c’è stato il sopralluogo in paese della Polizia ambientale che ha scattato foto nell’area e stilerà una relazione. Tuttavia, come riferisce don Marco, «entro la zona rossa che racchiude la casa dell’Istituto diocesano, come il campanile, non ho titolarità. C’è un responsabile per la sicurezza che si occupa di questo. A lui è stata comunicata la necessità di intervenire per pulire l’area chiusa tra le transenne».
la situazione della chiesa
Nel frattempo proseguono i lavori di recupero e restauro post terremoto della chiesa di Sant’Anna. Il punto di don Marco: «Poiché sul campanile bisogna intervenire con un progetto specifico, i fondi che erano stati stanziati per i progetti di ripristino di chiesa e campanile insieme non erano adeguati e non sarebbero stati sufficienti. Per cui, in accordo con la Regione, si è deciso di separare i due interventi e i due ordini di spesa, per dare risorse sufficienti al recupero del campanile. Da qui, ne sono seguiti anche due differenti progetti di attuazione. Il percorso è stato completato per la chiesa, dove sono in corso i lavori di ripristino, mentre attendiamo l’ok per il cantiere del campanile per cui è già stato presentato il progetto».
in primavera le prime messe
I fondi stanziati si concentrano quindi sulla chiesa: «Era previsto che i lavori finissero e il cantiere – prosegue don Marco – venisse chiuso nel novembre 2018, ma nel momento in cui è stato scoperto il tetto ci si è accorti che diverse travi erano ammalorate. Per cui si è reso necessario procedere alla loro sostituzione. Ecco perché si è deciso di investire primariamente e l’intera cifra stanziata interamente nella ricostruzione della chiesa, per renderla sicura. Per cui i tempi di lavorazione sono slittati. Quasi certamente - aggiunge per ultimo il parroco - si pensa ad una riapertura della chiesa nel maggio del 2019. Al contempo, partiranno i lavori di ripristino del campanile». —
Beatrice Barberini
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