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bilancio di fine mandato 

Provincia: il grido d’allarme «Così non garantiamo i servizi»

Provincia: il grido d’allarme «Così non garantiamo i servizi»

La relazione del presidente Tagliani in scadenza di mandato ad ottobre «Le risorse assorbite non ci consentono di assolvere alle funzioni fondamentali»

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Sono ancora 167 i dipendenti in carico alla Provincia, un ente che avrebbe dovuto scomparire e che invece rappresenta ancora uno dei più importanti datori di lavoro pubblici del territorio. Il dimagrimento è stato brutale, visto che a fine 2014 il personale complessivo era a quota 405, con 9 dirigenti (oggi ne sono rimasti 4), ma ad un anno e mezzo di distanza dal referendum che ha salvato l’ente, l’incertezza resta.

Le funzioni fondamentali

È messo nero su bianco dalla relazione di fine mandato del presidente Tiziano Tagliani, che a pochi mesi dalla scadenza di fine ottobre, contiene un grido d’allarme: «I contributi alla finanza pubblica, che continuano ad assorbire le risorse correnti della Provincia, non consentono di garantire, in modo adeguato, l’assolvimento delle funzioni fondamentali rimaste nell’ambito di competenza provinciale, con particolare riferimento alla manutenzione delle strade e dell’edilizia scolastica. Gli equilibri di bilancio si sono realizzati con l’alienazione di immobili e l’applicazione dell’avanzo».

Settata pagine di relazione

Tagliani ha potuto presentare nella settantina di pagine del bilancio 2014-2018 rendiconti tutto sommato in ordine: niente commissariamenti, tutti negativi i «parametri obiettivi di deficitarietà», nessun rilievo da parte della Corte dei conti; e nelle condizioni in cui si dibattono gran parte delle Province, si tratta già di un buon risultato. Il modo con cui è stato ottenuto, però, esclude repliche: nell’ultimo biennio, informa Tagliani, è stata portata a bilancio un’entrata di 12 milioni dalla vendita di immobili non più utilizzabili per fini istituzionali, somma che «ha consentito l’attuazione di spese d’investimento».

Scuole e strade

Sono 30 i plessi scolastici della Provincia, soprattutto su Ferrara e Cento, e nel 2018, grazie ai fondi extra, sono stati stanziati 800mila euro per la manutenzione straordinaria e 400mila per l’ordinaria. Per quanto riguarda le strade, ci sono 870 chilometri da tenere in ordine, con 16 morti in incidenti stradali nel 2017: nl 2018 sono stati stanziati 3 milioni per la manutenzione straordinaria, per la sistemazione dell’asfalto ma anche abbattimenti e potature di alberi. Discorso a parte, viste le fonti finanziarie diverse, meritano gli interventi sul sisma (per il Castello Estense è stato chiesto al Commissario per la ricostruzione di unificare questi interventi con «lo spostamento della Pinacoteca di Ferrara», evidentemente non accantonato), e sull’Idrovia. Su questo Tagliani chiarisce perché sono ancora fermi, da due anni, i lavori del 2° lotto 1° stralcio tra Final di Rero e Tresigallo: non vi è stato il riaffidamento dei lavori a seguito del fallimento della ditta appaltatrice «ed in corso un contenzioso con la ditta medesima. Tale situazione è tuttora immutata». —

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