Tre paesi in lutto per “Fedo” morto per le punture di vespa
Dolore e commozione nelle comunità per il decesso dell’agricoltore di 54 anni «Una grande passione per la meccanica e una capacità di lavoro non comune»
BONDENO. Per l’anagrafe era Arrigo Poletti ma tutti lo conoscevano come Federico o “Fedo”. Una vita per l’agricoltura e proprio su un campo, mentre lavorava, è morto. Lunedì mattina, a causa delle punture di vespa, a cui era allergico.
Il 54enne aveva rischiato la vita già alcuni anni fa per una reazione anafilattica violenta. Ma gli sono stati fatali gli insetti che ha incrociato due giorni fa sull’appezzamento dell’azienda agricola Belluti di Ponti Spagna.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.17151465:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2018/08/13/news/bondeno-punto-dalle-vespe-muore-nei-campi-1.17151465]]
Ancora non ci crede, Claudio Poletti, suo secondo cugino e gestore del bar Mister di Scortichino che Federico era solito frequentare. «Lui era forte un toro e pensare che sia morto in quel modo ha dell’incredibile», racconta Claudio Poletti.
I ricordi sono tanti, si affollano nella testa in questi momenti di lutto. «Federico - racconta il cugino - veniva al bar verso mezzogiorno, era un tipo di compagnia. Ma anche un gran lavoratore. Solo domenica scorsa era molto contento per lo stipendio che aveva guadagnato con l’azienda Belluti».
Una felicità che stride moltissimo con il dramma vissuto solo poche ore dopo.
A raccontare alcuni stralci della vita di “Fedo” è anche Sergio Berlato, tra i decani degli agricoltori bondenesi. «Siamo cresciuti assieme a Burana anche lui era più giovane di me. Aveva una grande passione per i motori, la meccanica, i trattori. Nessuno lo batteva in quel settore. Anche il padre era agricoltore - ricorda ancora Berlato - e andavano nelle ditte contoterziste a distribuire concimi e diserbi. Aveva un carattere particolare, molto estroso e indipendente, ma anche un cuore molto grande. Poteva andare avanti a lavorare anche per delle ore».
Arrgio Poletti aveva subito diversi incidenti mentre era impegnato sui campi, mettendo anche a repentaglio la propria esistenza, dice Berlato, «una volta gli passò in pratica sopra la testa una ruota di trattore: poteva morire e invece non si fece quasi nulla». Ci volevano quelle maledette vespe per mettere ko un omone così robusto.
Poletti abitava a Ospitale da quando era nata la figlia di 14 anni, ma andava spesso a trovare la madre a Burana. Era molto affezionato alla compagna Monica e lascia una sorella, Cinzia. Ma era ben conosciuto anche a Gavello e come detto a Scortichino. Ovunque è forte la commozione per “Fedo”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
