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Pronti per la vendemmia «Sarà una buona annata»

Pronti per la vendemmia «Sarà una buona annata»

Il produttore Mattarelli: previsioni positive sia per qualità che per quantità I viticoltori emiliani sono preoccupati per i prezzi e per le rese del 2017

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A pochi giorni dall’inizio della vendemmia - lo stacco del primo grappolo di Sauvignon o Chardonnay Blanc è atteso per la terza decade di agosto - si profilale una buon annata per le viticoltura ferrarese.

Buoni indizi

«La produzione è in crescita - conferma anche Emanuele Mattarelli, noto produttore di vino nel Ferrarese - rispetto alla scorso anno. Ci sono buoni indici sia per quanto riguarda la quantità e per la qualità. Diciamo che causa anche il clima di questo 2018 non c’è bisogno di una raccolta veloce. Siamo fiduciosi per una buona vendemmia e possiamo anticipare che sarà nel complesso quella di quest’anno una buona annata».

La preoccupazione dei prezzi

Aldilà delle premesse positive per questa annata, sorgono da parte dei produttori in regione delle preoccupazioni riguarda al prezzo come spiega il presidente dei viticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, Andrea Betti. «Si stima - dice - una produzione di uva, a bacca bianca e rossa, in crescita del 25% rispetto all’anno passato, nonostante il clima umido e piovoso di giugno-luglio abbia richiesto numerosi trattamenti per difendere le viti da malattie fungine come la peronospora e abbia abbassato la resa in alcune aree. Ottima la qualità: acidità e gradazione sono nei giusti parametri. Preoccupa, però, l’inarrestabile calo dei prezzi e l’invenduto d’eccellenza del 2017 che riposa ancora nelle cantine». Infatti, sotto il profilo qualitativo, il vigneto dell’Emilia-Romagna è indubbiamente migliorato. Nel 2017 la percentuale di mosti e vini dichiarati Dop è passata dal 17,6% al 21,4%, in tandem con la quota raggiunta dagli Igp (circa il 28% del totale).

Produzione complessiva

«Tuttavia - precisa Betti - la produzione si è fermata a 6.619.673 ettolitri (-24%) e si è tradotta in un forte incremento dei prezzi all’origine, con punte fino a 60-65 euro al quintale, lo scorso novembre. Sicché gli imbottigliatori europei, in primis i tedeschi, hanno preferito acquistare altrove, in Spagna e Francia». Poi da gennaio di quest’anno è cominciato il trend negativo, con quotazioni in discesa. «Ora i prezzi si attestano mediamente sui 45 euro al quintale. Però in Europa si attende una buona produzione un po’ ovunque, quindi a fine vendemmia potremmo trovarci a vendere a 32-33 euro al quintale. Un incubo soprattutto per coloro che hanno ancora le botti piene da 12 mesi», sottolinea il presidente dei viticoltori dell’Emilia Romagna.

Il marketing

«La cantina dell’Emilia-Romagna invoca azioni di marketing aggregativo per vendere di più e meglio all’estero sia lo sfuso che l’imbottigliato - conclude la presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi -. Abbiamo fatto passi in avanti, ma non riusciamo a valorizzare il nostro prodotto sui mercati esteri. Stati Uniti, Canada e Cina, che sono tra i paesi più performanti, chiedono numeri e qualità; noi dobbiamo aggregare il prodotto». Un comparto d’eccellenza che lotta per superare le difficoltà produttive e di mercato. —

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