Questa festa non s’ha da fare. I carabinieri chiudono la sagra
Copparo. Notificata l’ordinanza di sospensione al Festival dei risotti per la Gabrielli. L’organizzatore: «Fermo tutto, in questo modo non ha più senso continuare»
COPPARO. Non è stata certo una vigilia di Ferragosto per organizzatori, volontari e clienti del Festival dei risotti sulla brace, che era in corso di svolgimento (per la prima volta) nell’area dell’ex Quercia a Copparo. A un certo punto, infatti, sono arrivati i carabinieri che hanno notificato agli organizzatori l’ordinanza comunale di sospensione temporanea di somministrazione di bevande e cibi. Immediate le proteste di alcuni avventori, così come nei giorni successivi la polemica è scoppiata sui social, anche se dal Comando carabinieri di Copparo ci è stato spiegato che tutti i clienti stavano già cenando e a nessuno è stato detto di andarsene prima di aver terminato. L’ordinanza è temporanea, ma quanto avvenuto ha spinto il responsabile della festa, Massimo Zecchini, a decidere di chiuderla in netto anticipo (doveva finire domenica 26), tanto che già ieri (giovedì 16 agosto) è iniziato lo smantellamento.
Circolare Gabrielli.
Inevitabilmente la problematica principale è relativa ai nuovi regolamenti per le feste. «Ma c’è parecchia confusione - spiega Zecchini -, perché all’inizio mi si chiedevano 4 persone per il servizio antincendio, invece in realtà non organizzando spettacoli ne devo avere solo 2. Avevamo inviato tutta la documentazione, dal Comune mi hanno inviato l’ordinanza di sospensione martedì pomeriggio via mail, quando ero già qui al lavoro. Posso capire che qualcosa non andasse bene, ma non mi sembrano le modalità giuste e non capisco tanto accanimento, visto che sono venuti a farmi controlli da venerdì a domenica scorsi, addirittura una sera era talmente tardi che c’erano 10 clienti soltanto e mi è stato imputato che ero l’unico presente per la sicurezza: gli altri erano già a casa».
Il ritardo.
A Zecchini viene contestato anche l’invio dei documenti richiesti il 10 agosto, giorno di inizio della festa. «Ma io li avevo già spediti, non è colpa nostra se dopo ci è stato chiesto di spostare gli stand (cucina e ristorante) dal civico 114 al 120, in pratica nel vecchio parcheggio della Quercia, per essere distanti dal distributore. Questa è una festa a basso rischio, con meno di 250 coperti e ho tolto pure i gonfiabili per bambini».
Le conseguenze.
Zecchini ha già reinviato la documentazione, ma ieri durante la giornata ha pensato di chiudere anzitempo la festa. «Lavoro nella ristorazione, non posso passare il mio tempo a sistemare carte. Nasceranno altri problemi, non ha più senso continuare anche se mi dispiace. Avevo anche pensato di rivolgermi a un avvocato: ci penserò sopra», chiude Zecchini. —
Davide Bonesi.
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