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Outlet Occhiobello. Gli americani puntano al rilancio con nuovi negozi

Gian Pietro Zerbini
Sventola la bandiera americana davanti all'outlet di Occhiobello
Sventola la bandiera americana davanti all'outlet di Occhiobello

Il sindaco Chiarioni: hanno comprato anche un terreno. La nuova proprietà mira al traguardo dei 125 esercizi

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OCCHIOBELLO. Che sia davvero la volta buona? L’outlet di Occhiobello sembra aver imboccato la svolta del rilancio. Dopo aver toccato il punto più basso con la crisi della proprietà che aveva inaugurato il 12 aprile 2017 la struttura, che ha lasciato un centro commerciale dove i negozi sono ridotti ai minimi termini e soprattutto i clienti sembrano latitare, in molti a Occhiobello auspicano la risalita, a cominciare proprio dall’amministrazione comunale che punta molto sul lavoro che sta svolgendo la nuova proprietà americana che ha intenzione di sviluppare ed animare un centro che al momento sembra davvero in terapia intensiva.

Concordato prenotativo

A fine luglio la società dell’Occhiobello Outlet Village ha presentato al tribunale di Rovigo la richiesta di concordato prenotativo. Un passaggio necessario per poter vendere, senza timori di istanze di fallimento, avendo proposto un piano ai creditori, al gruppo californiano che ha proposto l’acquisto del centro. A fine settembre si concluderanno i tempi per i 60 giorni di procedura per ratificare il passaggio di proprietà ai nuovi acquirenti americani. E c’è già chi parla di un ulteriorie estensione dell’area.

L'ottimismo del sindaco Chiarioni

«Ma non è un ottimismo di facciata – assicura il sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarioni – sapevamo che il segnale del subentro della nuova proprietà americana non era tanto l’esposizione della bandiera a stelle e strisce, ma l’ufficializzazione e la presentazione al tribunale del concordato prenotativo, con cui si avviano le procedure di trattative con i creditori (istituti bancari, per la parte economicamente più rilevante) per chiudere le posizioni debitorie con operazioni cosiddette sotto la supervisione del giudice. Potevano anche aspettare e rilevare il tutto dal fallimento (pressoché certo), spendendo molto meno. Invece hanno deciso di rivitalizzare subito la struttura di Occhiobello L’ottimismo realista mi viene dai contatti continui che ho con l’amministratore unico Gianluca Galli. Spero, assieme a tutto il territorio, di non sbagliare». L’amministrazione comunale di Occhiobello è sempre stata in prima linea su questo fronte per vincere una scommessa lanciata 15 anni fa e che ha avuto tantissime vicissitudini.

Si parla anche di ampliamento

Nell’immobile ora esistente c’è spazio al massimo per 74 negozi, con un’autorizzazione al massimo per 52 su una superficie di 8mila metri quadrati. «Vero è – conclude Chiarioni – che gli americani hanno acquistato anche il terreno edificabile libero, su cui è previsto un aumento della superficie commerciale sino appunto a 125/130 negozi, ma ancora non c’è un progetto edilizio e commerciale presentato. Personalmente sarei contento se a Natale fossero in funzione 35 negozi». –




 

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