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la battaglia sull’obbligo 

Vaccini, la Regione non arretra «Linea dura? No linea giusta»

A.M.
Vaccini, la Regione non arretra «Linea dura? No linea giusta»

L’assessore Bianchi allineato con il fronte dei sindaci: no alle autodichiarazioni Martedì a Bologna riunione della Giunta sul tema delle certificazioni

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I vaccini saranno uno degli argomenti all’ordine del giorno della riunione di Giunta programmata in Regione per la giornata di martedì. Un tema quanto mai attuale, a poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico che vede la prima applicazione della legge sull’obbligo vaccinale. Legge nazionale anticipata proprio dall’Emilia Romagna, e che oggi rischia di essere “depotenziata” dalla circolare dei nuovi ministri alla Sanità e all’Istruzione Grillo e Bussetti: per i bimbi dai zero ai 6 anni e per la prima iscrizione a scuola fino a 16 anni, dice il documento ministeriale, non sarà più necessario presentare la certificazione rilasciata dall’Asl, ma basterà una dichiarazione sostitutiva dell’avvenuta vaccinazione.

I vaccini in Giunta regionale

Ed è subito caos, in questo ennesimo scontro normativo all’italiana. Dalla riunione di Giunta, peraltro, non ci sarà da aspettarsi colpi di scena.

Obbligo, non si torna indietro

«La posizione della Regione Emilia Romagna resta la stessa: sì all’obbligo vaccinale per l’iscrizione scolastica, e con certificazione Asl; l’autodichiarazione sostitutiva può essere al massimo una provocazione - interviene l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi - La nostra Regione è stata la prima a introdurre l’obbligatorietà, ritenendo prioritaria la tutela degli individui nel loro insieme». Già buona parte dei sindaci della Provincia di Ferrara nei giorni scorsi, sollecitati nell’ambito di un dibattito aperto dalla Nuova Ferrara, ha messo in chiaro che non si atterranno alla circolare, ma solo alla legge, accettando come “prova” dell’avvenuta vaccinazione il certificato dell’Asl senza accontentarsi della dichiarazione sostitutiva. I primi a intervenire sono stati Copparo e Argenta, cui hanno fatto seguito Cento, Comacchio, Terre del Reno, Codigoro, Lagosanto, Poggio Renatico, Portomaggiore, Formignana e Fiscaglia. L’unico comune non allineato è il capoluogo. Ferrara ha scelto una linea molto prudente: accetterà le autocertificazioni, salvo verificarle («di ciascuna sarà controllata la veridicità», ha detto anche ieri l’assessore Cristina Corazzari), e terrà per un anno il posto ai bambini che non possono essere ammessi perché non presentano neppure l’autocertificazione.

«Linea dura? No linea giusta»

«Non si tratta di una “linea dura”, ma di una linea giusta - prosegue Bianchi, poiché «l’unica garanzia contro le epidemie è una copertura vaccinale superiore al 95%, e questa copertura si può ottenere solo con l’obbligatorietà. Soltanto in questo modo è stato possibile debellare malattie terribili come la polio. In materia di obbligatorietà vaccinale - conclude l’assessore regionale - si contrappongono due posizioni: una individualista, che ha le sue motivazioni, e una seconda basata sulla comunità e le sue interazioni. Ed è qui che lo Stato ha il dovere di garantire la tutela delle persone nel loro insieme. La posizione della Regione resta chiarissima».

Il caso Rimini

Tra i comuni emiliano romagnoli si registrano intanto posizioni più o meno rigide. Come a Rimini, dove la Giunta ha deciso che le famiglie dei bambini non vaccinati esclusi da scuola, dovranno pagare comunque la retta per il posto occupato. —

A.M.

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