Il futuro dell’alimentazione è nelle proteine vegetali
Le importazioni di soia americana in Ue sono aumentate del 283 per cento Confagricoltura Ferrara: «Ci sarà un grande rilancio della domanda»
«Da un rapporto dell’Unione Europea risulta che lo scorso luglio la Ue ha incrementato le importazioni di soia Usa del 283% rispetto allo stesso mese dello scorso anno». A ricordarlo è Confagricoltura Ferrara, che prosegue : «La quota totale delle importazioni di soia Usa nella Ue passa così dal 9% dello scorso anno all’attuale 37%».
Cresce la domanda
«Stiamo assistendo a una crescita della domanda di proteine vegetali in Europa non soddisfatto da produzioni Ue, ma dal ricorso all’importazione. È possibile stimare in un 8% circa la percentuale di coloro che oggi scelgono di alimentarsi seguendo i dettami di una dieta più equilibrata e che hanno aumentato il consumo di proteine vegetali. Ciò determinerà in un prossimo futuro un incremento della domanda di questi prodotti».
Cibi vegetali
È il presidente della sezione proteoleaginose di Confagricoltura Ferrara e di Confagricoltura Emilia Romagna Marco Faccia che lo afferma, sostenendo inoltre che «negli ultimi anni in Italia si registra la tendenza a un progressivo aumento di alimenti a base di soia, come bevande, gelati, tofu, integratori alimentari, mentre può essere stimato in un 8% circa la percentuale di coloro che si alimentano prevalentemente se non addirittura esclusivamente con cibi vegetali, superati in questo solamente da Gran Bretagna (12%), Svezia (10%) e Austria (9%) e secondo le previsioni, la richiesta di proteine vegetali nel prossimo futuro farà registrare incrementi notevoli. Si registra inoltre una riduzione dell’impiego di oli tropicali da parte delle industrie alimentari, con aumento del fabbisogno di altri oli vegetali, tra i quali quello di soia. L’irregolare distribuzione della remunerazione lungo la filiera, con un notevole divario tra i prezzi partenza e i prezzi al consumo, unitamente alla modesta redditività per ettaro, rappresenta sicuramente il principale problema per chi oggi si dedica alle colture proteiche».
Il rapporto con la Gdo
A questo proposito occorre rafforzare il potere contrattuale della parte agricola, attraverso strumenti normativi che consentano di programmare la produzione, di concentrare l’offerta e di negoziare contratti ad un prezzo remunerativo, coinvolgendo la Gdo (grande distribuzione organizzata). Inoltre è opportuno introdurre un sistema di etichettatura che evidenzi l’origine della materia prima, al fine di rendere consapevole il consumatore della qualità superiore del prodotto made in Italy».
Il problema fitosanitari
«Occorre inoltre considerare – conclude Faccia – che alcuni prodotti fitosanitari sono vietati in Italia, ma non è vietata l’importazione di prodotti trattati con tali fitosanitari in altri Paesi, i quali possono beneficiare di costi di produzione inferiori. Questa è senz’altro una delle principali storture del sistema che vige nel nostro Paese». –
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