La Nuova Ferrara

Ferrara

la polemica 

Il patto tra Europa e Marocco nel mirino degli agricoltori

Andrea Tebaldi

Timori per l’estensione dell’intesa ai prodotti del Sahara Occidentale La crescita dell’offerta farebbe crollare i prezzi

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«Prima di procedere al voto definitivo circa la modifica dell’accordo tra Unione Europea a Marocco, occorre uno studio di impatto degli effetti conseguenti».

È quanto afferma Confagricoltura Ferrara in relazione all’estensione dell’accordo tra Unione Europea e Marocco anche ai territori del Sahara occidentale (territori che il Marocco contende al movimento di liberazione Fronte Polisario).

«Questi territori – prosegue Confagricoltura Ferrara – hanno ottime potenzialità in campo ortofrutticolo, sono in forte espansione in termini quantitativi e sono in grado di competere con i prodotti italiani».

L’intesa

L’accordo commerciale con il Marocco, risalente al 2013, ha previsto la liberalizzazione dei prodotti agricoli marocchini, che come noto sono privi dei controlli cui sono sottoposti i prodotti italiani e hanno costi alla produzione bassissimi; tutto ciò, che di fatto rappresenta una forma di concorrenza sleale, ha messo in ginocchio molte aziende soprattutto del sud Italia.

Apertura ai prodotti del Sahara

L’apertura anche ai prodotti del Sahara Occidentale rappresenterebbe l’ennesimo colpo che viene inferto alla nostra agricoltura, perché significherebbe un aumento dell’offerta di prodotti (anche se di qualità inferiore) e comporterebbe una ulteriore riduzione dei prezzi all’origine.

E questa volta sarebbe interessato anche il territorio ferrarese, perché il Sahara Occidentale è un’area in forte sviluppo soprattutto per pomodori e meloni, due tra i prodotti tipici del nostro territorio.

Più volte in passato Confagricoltura a vari livelli e in diverse occasioni ha chiesto all’Alto Commissario una revisione di quell’accordo, così come di tutte le altre concessioni che l’Unione Europea accorda a Paesi che non fanno parte della comunità europea e che sono quindi considerati extracomunitari.

«Questa potrebbe essere l’occasione – ribadisce Confagricoltura Ferrara – per un monitoraggio di tutti gli accordi euro mediterranei in essere che interessano le produzioni agricole».

scopi e obiettivi

Tutto questo con lo scopo, evidenzia l’associazione «di valutare quanto siano effettivamente equilibrati e fondati su principi di reciprocità e mutuo vantaggio, principi che dovrebbero essere alla base di tutte le intese bilaterali».

Una tale operazione garantirebbe non solo la qualità dei prodotti commerciabili ma avrebbe anche la finalità di tutelare il consumatore finale. —–





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